http://www.ovunquerunning.it/2008/(031109203923)logo%20facebook.jpg

Il gruppo su Facebook contro i bambini down è stato oscurato. Non si sa se siano stati gli stessi promotori a censurarsi, se sia stato l’intervento della polizia postale o se siano stati i gestori del social network a chiuderla, il risultato è che non si arriva più a quella brutta pagina online.(da repubblica.it)

Il gruppo su Facebook contro i bambini down è stato oscurato. Non si sa se siano stati gli stessi promotori a censurarsi, se sia stato l’intervento della polizia postale o se siano stati i gestori del social network a chiuderla, il risultato è che non si arriva più a quella brutta pagina online. Sono invece ancora attivi i numerosi gruppi che hanno protestato contro gli autori dell’iniziativa “giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down”. Ma probabilmente si tratta solo di quel fenomeno che esiste online chiamato “troll”, ossia una finta provocazione con lo scopo di sminuire il valore di una comunità virtuale.

“Ringrazio la polizia postale per lo straordinario lavoro fatto e per la tempestività” ha commentato il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, che già ieri aveva attaccato i fautori del gruppo parlando di “atto indegno di persone civili”. Il  ministro questa mattina è tornato sul tema parlando con i giornalisti a margine di una visita all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, auspicando “rapide indagini” per individuare i responsabili. Entrando in ospedale ha incontrato una mamma di un bimbo down che l’ha ringraziata per il suo interessamento. “Sono indignata, non ho altre parole”, ha aggiunto il ministro.

Gli esperti di Internet invitano però a non assecondare tali iniziative perché si tratta solo di “troll”, termine che Wikipedia definisce come “individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati”. Se così fosse, l’ignoto promotore ha fatto di nuovo centro leggendo messaggi indignati e sfogliando giornali e quotidiani che hanno riportato il suo gesto.

C’è anche chi invita a non sottovalutare certi comportamenti come Franceco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari, secondo il quale anche se “molte voci si sono alzate, indignate”, si tratta “di un segnale di allarme che non deve essere banalizzato né sottovalutato. E’ vero che sulla rete circola tutto e il contrario di tutto, ma proprio per questo non è tollerabile che il disprezzo della dignità della persona umana si esprima senza conseguenze: non sono ragazzate, non sono atti goliardici: sono parole indegne di un Paese civile, che non hanno alcun diritto di cittadinanza”.