Che fine faranno le graduatorie d’istituto? Lo chiarisce chiaramente il documento sulla nuova scuola di Renzi, con toni che lasciano poche speranze ai supplenti brevi…

Le supplenze brevi, infatti, non hanno senso. La loro eliminazione, secondo il Governo, comporterà conseguenze molto positive per gli studenti e per le scuole di ogni grado – dalla primaria alla secondaria superiore. Le supplenze brevi non apportano infatti molto dal punto di vista della didattica e dell’apprendimento. Durano solo poche settimane o addirittura pochi giorni, e servono per lo più per coprire malattie, visite mediche, formazione obbligatoria, permessi per motivi personali o familiari. Se sarà comunque impossibile evitare del tutto la discontinuità didattica, sarà certamente più utile (e parte di un progetto educativo più ampio) per gli studenti vedere che le supplenze sono coperte da docenti con cui hanno già familiarità, perché della loro scuola (o rete di scuole), invece che da estranei che vedono per la prima volta.

Mettere fine alle supplenze brevi come le conosciamo avrà anche, secondo il Piano Renzi, un indubbio vantaggio per le scuole, perché oggi i dirigenti scolastici inevitabilmente vi ricorrono all’ultimo momento, e sono quindi supplenze incerte e sporadiche che non consentono programmazione didattica. E perché gli stessi dirigenti scolastici, che ogni mattina si ritrovano a dover cercare fuori dalla scuola chi possa coprire una assenza non prevista, potranno impiegare più produttivamente il loro tempo e le loro energie.

Le graduatorie di istituto verranno, dunque, mantenute ma: (1) con una sola fascia; (2) riservata a tutti (e solo) gli abilitati, che potrebbero essere chiamati nei (pochi) casi in cui, nonostante il piano assunzionale straordinario, e la nuova assegnazione alle scuole o reti di scuole di docenti su cattedra e di “docenti dell’autonomia”, non si riuscisse – in particolare per limiti di mobilità geografica – a coprire tutte le supplenze con il corpo docente di ruolo.

In sostanza addio prima fascia e addio terza fascia. La prima fascia perché gli iscritti in GAE verranno assunti tutti; la terza perché, se consideriamo che molti di coloro che erano iscritti in quest’ultima hanno avuto, di recente, l’occasione di abilitarsi, la maggior parte di coloro che vi sono ancora iscritti oggi ha, in realtà, pochissimi punti.

Basti pensare, ad esempio, che oltre 93 mila degli iscritti attualmente in terza fascia– quindi più della metà di coloro che saranno iscritti al termine dell’aggiornamento in corso in queste settimane – hanno insegnato complessivamente meno di un mese.

Se prendiamo 12 punti, e quindi un anno almeno complessivamente, il numero sale a circa 100.500, ciò vuol dire che solo l’8% di tutti coloro che hanno maturato fino ad un anno di supplenze ne ha maturato, in realtà, più di un mese in tutta la propria vita.

Costoro non possono essere considerati “precari”, se non vogliamo correre il rischio paradossale per cui chiunque abbia mai svolto anche solo una settimana o un giorno di supplenza è un precario della scuola.

Insomma i docenti di terza fascia non sono niente. Non sono precari. Sono novizi. E quindi possono essere eliminati, in attesa del concorso 2015.

Infine si apre, però, uno spiraglio, perché ci sarà sempre una parte di supplenze brevi che potrebbe risultare scoperta nonostante i nuovi docenti in più assunti come organico dell’autonomia. Questo sia per una questione di “quando” (“picchi stagionali”); sia per una questione di “dove”, nel senso che ci sarà un limite alla mobilità geografica anche degli organici dell’autonomia.

In questi casi potrebbe non bastare neppure dare alle scuole piena autonomia e rimuovere ogni rigidità oraria, assicurando così che il dirigente scolastico, a fronte di un suo docente assente per dieci giorni, potrà – ad esempio – organizzare differentemente le lezioni con il personale che ha a disposizione, prevedere un

potenziamento di ore in altre discipline, ovvero fare attività di laboratorio o altre attività extra-curricolari, nonché organizzare l’orario scolastico in modo flessibile.

È per questo che continuerà ad avere senso mantenere delle graduatorie di istituto, che saranno però “ristrutturate” rispetto alla situazione attuale.

Insomma le graduatorie d’istituto necessitano di un restyling. Ma prima lo svuotamento delle Gae..

Silvana La Porta