La C.M. n. 41/2014 che ha la pretese di dettare istruzioni e indicazioni in materia di adeguamento delle consistenze degli organici di diritto alle situazioni di fatto, in sostanza celebra un rito annuale del tutto fallimentare, con un solo dato certo: non si cambia nulla o quasi!…

E allora viene da chiedersi per quale motivo e in modo di quale perversa gestione amministrativa si deve continuare a perpetrare un rito inutile e deludente con il Capo Dipartimento del Miur, Luciano Chiappetta, che scrivendo ai Direttori Generali degli Uffici scolastici regionali e agli Assessori Regionali all’Istruzione ha utilizzato ben 20 cartelle e mezzo per fare l’elenco delle cose negate che si quelle possibili.

Alcune perle in sintesi, rinviando alla lettura del testo integrale in allegato.
1) L’organico di fatto di ogni regione non può in alcun modo superare la consistenza di quello previsto per l’a.s. 2013/2014, incrementato o diminuito dei posti in più o in meno assegnati nell’organico di diritto dell’a.s. 2014/2015.
* Chi non trova posto, si arrangi pure, dopo tutte a che servono le scuole private e paritarie?
2 – I responsabili degli USR devono dare opportune istruzioni ai Ds affinché evitino di accogliere istanze di iscrizione che possano comportare la costituzione di classi con numeri di alunni superiori a quelli previsti dal DPR n. 81/2009, per i vari gradi di istruzione, ovvero lo sdoppiamento delle classi già autorizzate.
* Sulla concessione o meno delle nuove classi ad una istituzione scolastica piuttosto che ad un’altra, o meglio ad un Ds invece di un altro, è bene stendere un velo pietoso.
3 – I nulla osta vanno concessi solo in presenza di situazioni adeguatamente motivate e tali concessioni non possono comportare modifiche del numero delle classi formate.
* Alla faccia della tanto invocata autonomia, nel caso particolare, tutto deve restare esattamente come previsto dal Miur che gioca con la calcolatrice piuttosto che con le situazioni reali.
4 – Eventuali nuove classi vanno formalmente autorizzate dal Direttore Generale Regionale o di suo delegato.
* E’ stato sempre così. Perché continuare a scrivere queste cretinate?

5 – I Ds in sede di adeguamento dovranno tenere conto degli scostamenti superiori a 31 unità, comprese quelle derivanti dal recupero dei debiti formativi.
* I conti, quindi, vanno fatti prima e se tale è la situazione, torna la domanda di partenza: a che serve effettivamente l’adeguamento dell’organico?
6 – La scuola dell’infanzia non è obbligatoria, ma un servizio all’utenza, limitatamente al numero delle sezioni prefissato; siccome i comuni stanno dando via progressivamente le sue sezioni, i Direttori Generali devono evitare di utilizzare posti di scuola dell’infanzia su altri gradi di istruzione.
* Ci mancherebbe anche questo, sarebbe un brutto ritorno al passato, mettendosi sotto i piedi le dichiarazioni universali dell’esigenza di estendere la formazione prescolare.
7 – La scuola primaria si attesta solo in ragione di 27 ore di lezioni settimanali. E in 44 ore per le classi a tempo pieno.
* Delle famose opzioni possibili non resta traccia alcuna; le economie servono le mantenere il tempo scuola funzionante e in subordine ampliare l’offerta formativa e del tempo pieno.
8 – La scuola secondaria di I grado si attesta a 30 ore settimanali (29+1), 36 per le classi a tempo prolungato elevati, eccezionalmente, a 40 ore/settimana.
* Eventuali richieste di tempo prolungato neanche a parlarne, eppure la richiesta di più tempo scuola è pressante da parte delle famiglie e da parte degli insegnanti, soprattutto alla luce degli insuccessi Invalsi.
9 – Nella scuola secondaria di II grado il numero delle classi prime si determina tenendo conto del numero complessivo degli alunni iscritti, indipendentemente dai diversi indirizzi presenti nell’istruzione tecnica, nell’istruzione professionale e nei diversi percorsi liceali.
* I guai succedono dopo il biennio, ma chi importa?
10 – Nella scuola secondaria di II grado le cattedre sono costituire, di norma, con 18 ore settimanali e non potranno avere, comunque, un orario inferiore a 15 ore settimanali.
* Altro che spezzone, di fatto, si tratta di una cattedra piena.

Ninni Bonacasa (da ceripnews9