Sezioni primavera. Il Miur non finanzia

Inspiegabile. È il minimo che si possa dire sul ritardo del finanziamento alle sezioni primavera da parte del Ministero dell’Istruzione.

La legge di stabilità per il 2014 aveva disposto uno stanziamento di quasi 12 milioni di euro come contributo al funzionamento del servizio educativo sperimentale per bambini di età 24-36 mesi, che doveva servire per l’anno scolastico 2013-14, ma le attività si stanno concludendo senza che le scuole abbiano visto nemmeno l’ombra di un euro.

Già due anni fa l’intero contributo per le sezioni primavera era stato dirottato discutibilmente per sostenere l’operazione di digitalizzazione del sistema d’istruzione.

C’è dunque il fondato timore che anche quest’anno il contributo, nonostante sia iscritto a capitolo, trovi altra destinazione.

Le scuole nel frattempo, in qualche modo, hanno continuato a funzionare ai limiti della sopravvivenza, utilizzando il contributo regionale (nei territori che l’hanno previsto) e quello delle famiglie. A rischio la retribuzione degli insegnanti.

Il mancato contributo alle sezioni primavera aggregate a scuole dell’infanzia statali ha già comportato l’anno scorso la chiusura del servizio a causa dei vincoli contabili che non consentono alle Amministrazioni pubbliche di erogare servizi privi di copertura finanziaria.

La prospettiva è che il servizio scompaia completamente dalle scuole statali.

Dopo l’anno nero (2012) della cancellazione del contributo statale da parte del Miur, il ministro Carrozza aveva dichiarato non solo l’impegno a sostenere il servizio, ma anche ad aumentarne il contributo a 20 milioni annui (la legge di stabilità alla fine aveva fissato a 11.800.000 annue lo stanziamento per un triennio).

Ma, ancora una volta, i fatti sembrano purtroppo smentire le parole, gli impegni e le leggi.

da Tuttoscuola.com