altIn particolare, all’amministratore delegato Sergio Marchionne, per il fatto di aver raggiunto un utile di gestione di 1,1 miliardi e di aver tenuto l’indebitamento a 4,4 miliardi, è stato assegnato un bonus di 1,343 milioni, che si aggiunge ai 3,347 milioni percepiti per la carica ricoperta nel Gruppo.


Le reazioni dei sindacati agli aumenti dei compensi dei dirigenti Fiat
Il segretario Fiom: “Per loro non c’è il mercato, ma il miglior socialismo possibile”

Cremaschi: “Ai manager bonus più alti per i dipendenti premi giù del 30-40%”

di ROSARIA AMATO


ROMA – “Non mi scandalizzano gli alti compensi in sé, ma il fatto che quest’anno i bonus dei top manager della Fiat cresceranno di almeno un terzo, mentre contemporaneamente i premi dei dipendenti verranno ridotti del 30-40 per cento, e stiamo parlando di cifre già basse: l’anno scorso si erano attestati in media tra gli 800 e i 900 milioni”. A Giorgio Cremaschi, della segreteria nazionale della Fiom, proprio non va giù la notizia secondo la quale quest’anno, nonostante la crisi e la cassa integrazione, i top manager incasseranno compensi che superano di almeno un terzo quelli dell’anno precedente.

In particolare, all’amministratore delegato Sergio Marchionne, per il fatto di aver raggiunto un utile di gestione di 1,1 miliardi e di aver tenuto l’indebitamento a 4,4 miliardi, è stato assegnato un bonus di 1,343 milioni, che si aggiunge ai 3,347 milioni percepiti per la carica ricoperta nel Gruppo. Luca di Montezemolo incasserà 5,2 milioni, di questi 550.000 euro sono la retribuzione per la presidenza, mentre 4,6 milioni comprendono l’emolumento per la presidenza Ferrari e il raggiungimento dei bonus legati agli obiettivi di bilancio di Maranello. Mentre al vicepresidente John Elkann vanno ‘solo’ 631.000 euro. In tutto, per i top manager di prima fascia il monte stipendi è salito dagli 11 milioni del 2008 ai 19 del 2009. Gli aumenti verranno proposti all’assemblea degli azionisti della Fiat in calendario il 26 marzo.

“Per alcuni non c’è il mercato, c’è il miglior socialismo possibile – commenta amareggiato Cremaschi – per i dipendenti ci sono la cassa integrazione e i tagli, e per di più quest’estate avranno il premio ridotto. E’ una situazione identica a quella dei manager bancari, sui quali si sono riversate però molte più critiche”.

 

Il sindacalista non accetta l’obiezione che si tratti di premi ‘di risultato’: lo stesso Marchionne due anni fa al Festival dell’Economia di Trento si definì “il più precario della Fiat”, sostenendo che veniva pagato molto, ma solo in base a quanto otteneva, e rischiava comunque il posto ogni giorno. “Per quattro milioni e mezzo l’anno si è precari volentieri…diciamo che si può pagare il mutuo”, commenta sorridendo Cremaschi.

Ancora più dura naturalmente la reazione segretario della Fiom di Termini Imerese, Roberto Mastrosimone: “In due, Marchionne e Montezemolo, intascano 10 milioni di euro in un anno, ecco dove va a finire il sudore degli operai. Marchionne incassa persino un bonus da 1,3 milioni, sarà il premio che il Lingotto gli ha riconosciuto per chiudere la fabbrica di Termini Imerese. Un operaio metalmeccanico ha un salario di 1.200 euro, ma quando è in cassa integrazione, come purtroppo avviane ed è avvenuto spesso a Termini Imerese proprio nel corso del 2009, guadagna 700 euro”.

(20 febbraio 2010)

http://www.repubblica.it/economia/2010/02/20/news/cremaschi_ai_manager_bonus_pi_alti_per_i_dipendenti_premi_gi_del_30-40_-2372687/