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Il programma è: distruggeremo la scuola pubblica, daremo ascolto solamente a statistiche e sondaggi che ci sono favorevoli (quindi taroccati), e tutto ciò lo faremo innalzando il vessillo della meritocrazia. Ma solo per confondere le acque.

 

 

 

 

 

 

Dallo Speciale Notizie dal fronte

Finale di…anno

Francesco Di Lorenzo – 29-12-2010

La notizia di fine anno c’è, tra le altre, s’intende. Il ministro Gelmini potrebbe essere il successore di Berlusconi alla guida del governo. O almeno, uno dei probabili successori. Gli altri, tre in tutto, sono due uomini. Quindi ha il vantaggio di essere l’unica donna in lizza. Potrebbe farcela.
Sono solo ipotesi e sono solo voci. Probabilmente non ci sarà nessun avvicendamento e il presidente del Consiglio resterà al suo posto. Ma che sia circolato il suo nome, Maria Stella Gelmini, questo è sicuro.

Le spiegazioni ci sono. I meriti anche. Lei è il ministro della pubblica istruzione che ha varato una riforma delle superiori di portata storica, o anche epocale, come lei stessa la definisce. Poi ha fatto approvare la riforma dell’Università ed ha inaugurato la sperimentazione per la valutazione di docenti e istituti scolastici.

In pratica, è il ministro che non ha ascoltato nessuno, nemmeno i rappresentanti dei diretti interessati, inaugurando un metodo che potrebbe fare “scuola” (se non l’ha già fatta). La sintesi del suo metodo è questa: “faccio quello che mi dicono, ma ci aggiungo anche del mio, per peggiorare lo stato delle cose”. Il programma è: distruggeremo la scuola pubblica, daremo ascolto solamente a statistiche e sondaggi che ci sono favorevoli (quindi taroccati), e tutto ciò lo faremo innalzando il vessillo della meritocrazia. Ma solo per confondere le acque. Perché la finzione è palese: a questo tipo di meritocrazia ci credono solo quelli che hanno gli occhi foderati di prosciutto e la mente offuscata da qualche sostanza.
Pensierino di fine anno: ‘sembra impossibile, eppure è reale!’.

Per finire davvero, la notizia che la regione Friuli Venezia Giulia anticiperà i fondi per il funzionamento delle scuole private. La norma è stata inserita nella Finanziaria approvata nella notte tra il 18 e il 19 dicembre scorso. In pratica, per non far soffrire perdite di tempo e rallentamenti burocratici, la regione darà direttamente dalle sue casse i 25,5 milioni di euro che lo Stato ha stanziato per le scuole private del Friuli. Poi, con calma, quando arriveranno i soldi dal ministero, con ritardi anche di 12 mesi, la regione sarà risarcita. L’assessore ha detto che in questo modo “l’anticipazione assicurerà certezza nei tempi delle disponibilità finanziarie e quindi la possibilità di programmare un servizio adeguato per le famiglie”.
È bravo l’assessore. Ha pensato ai suoi. Gli altri, i bambini delle scuole statali possono attendere, sono più abituati ai tagli e ai ritardi.

http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=14497