Il ministro Fioroni dice la sua su assunzioni, precariato e aumenti stipendiali dei docenti . E lo fa in un’intervista a Italia Oggi in cui la sua posizione è abbastanza chiara: c’è troppo precariato nella scuola, ma non bisogna fare figli e figliastri…

Per avere docenti stabili “ il governo deve innanzitutto rimuovere la norma incostituzionale voluta dal sottosegretario Gianfranco Ponilo in Finanziaria, che istituendo l`organico funzionale per la rete di scuole lo contingenta: il numero dei docenti non è più una variabile del numero degli alunni ma delle risorse disponibili. Questo principio è ancora legge.”

Nel percorso di stop al precariato, inoltre, non basta assumere i 150 mila docenti delle Gae e dei concorsi. Fioroni pone l’accento su una spinosa questione: “Dalla stabilizzazione delineata dal governo restano fuori tutti coloro che hanno fatto i Tfa speciali, i cosiddetti invisibili, sono 30 mila docenti che meritano una risposta. Così come i precari Ata, altri 28 mila”

Altro che 150mila assunzioni. Ce ne vorrebbero almeno 200mila: “Se l`obiettivo è eliminare davvero il precariato sui posti che annualmente sono assegnati con contratti di supplenza, non parlo delle sostituzioni occasionali e imprevedibili che resteranno comunque fisiologiche, nessuno che ha i titoli va tenuto fuori. Lo si può fare gradualmente, ma senza fare figli e figliastri”.

Poi si esprime sulla solita questione della meritocrazia: “Sono d`accordo con l`obiettivo del merito, anche se poi va chiarito chi valuta chi. Ma dobbiamo evitare l`ingorgo tra blocco del rinnovo dei contratti e blocco della progressione per anzianità. Così facendo i primi scatti di merito saranno pagati nel 2019. Andranno solo al 66% dei docenti e saranno completamente autofinanziati dalla soppressione degli scatti di anzianità”

In sostanza, secondo Fioroni, “il merito si realizzerebbe con l`esclusione di un 34% di docenti che in prospettiva vedrebbero ridotto il loro stipendio. Mi sembra tra l`altro difficile poter ipotizzare che più di un terzo dei nostri docenti sia fatto da incompetenti.”

Dunque bisogna impedire che gli insegnanti rimangano senza una lira in più fino al 2019 e trovare risorse aggiuntive. Ma se arriveranno risorse , andranno a contabilità generale, dal 3% di tagli che anche il Miur è chiamato a fare ai propri bilanci in nome della spending review.

Fiorni conclude: “Mi auguro che non sia così. Con una spesa per l`Istruzione che per il 95% è vincolata per il pagamento degli stipendi, significherebbe intaccare quel 5% che serve per gli investimenti, dal Mof alla lotta alla dispersione scolastica, dagli Its all`alternanza scuola-lavoro. Proprio i capitoli su cui il governo ha detto di voler investire”.

Di assunzioni ce ne vogliono tante, troppe. Speriamo che il Mef non dia forfait.

Silvana La Porta