Gelmini smentisce tagli su disabilità e declassamenti dei docenti…(da tuttoscuola)


 

Nella manovra economica del governo “non c’è nessun declassamento” dei professori “nessun taglio agli organici” della scuola. Lo assicura Mariastella Gelmini a chi gli chiede delle notizie di stampa sulla norma che prevede che gli insegnanti non giudicati non idonei, dopo accertamento Asl, verrebbero declassati al ruolo di amministrativi o tecnici.

A margine di un convegno alla Camera su ‘La valutazione nella scuola italiana’, il ministro all’Istruzione aggiunge: “Ma quel che mi sta più a cuore ribadire è che non c’è nessun intervento sulla disabilità. Al contrario– sottolinea- noi abbiamo in questi anni aumentato, di più di 4 mila, i posti per gli insegnanti di sostegno e l’intendimento è quello di favorire una formazione adeguata sulla disabilità per tutti gli insegnanti, non solo per gli insegnanti di sostegno, al fine di affrontare la disabilità con le competenze necessarie“. Gelmini conclude: “Era stato detto anche questo e non è assolutamente vero. I posti nella pianta organica per gli insegnanti di sostegno restano, sono 4 mila in più e comunque non è previsto alcun taglio“.

È invece affidata a una nota ministeriale la smentita circa la denuncia presentata dalla Flc Cgil (non espressamente citata) su presunti tagli ai fondi per i corsi di recupero: “In questo anno scolastico, le risorse destinate a questo obiettivo non sono state diminuite“.

I corsi di recupero, di competenza delle istituzioni scolastiche, vengono svolti dal personale docente durante tutto l’anno e anche durante quella parte del periodo estivo in cui gli insegnanti sono in servizio – prosegue la nota –. Tale attività è finanziata dal Miur nell’ambito del FIS (Fondo d’Istituto Scolastico), le cui risorse per il 2010/2011 ammontano a 1 miliardo e 176 milioni di euro, con un incremento di 15 milioni di euro rispetto al 2009/2010. Da questi fondi proviene la retribuzione aggiuntiva che viene riconosciuta ai docenti per il lavoro dedicato ai corsi. La somma di 27 milioni di euro, a cui hanno fatto riferimento oggi alcune dichiarazioni, è soltanto un ulteriore finanziamento che viene messo a disposizione degli istituti, nel caso che il personale docente non possa essere disponibile allo svolgimento dei corsi, ad esempio in caso di insegnanti che abbiano terminato il proprio incarico il 30 giugno, con la necessità quindi di ricorrere a incarichi esterni“, conclude il Miur.