La ministra Giannini  sarà “rottamata” al più presto, del resto si stanno creando tutte le condizioni politiche affinché questo possa accadere .Era stata messa al MIUR da Renzi per ragioni interne e di equilibrio, proprie di un governo di coalizione, ma la sua nomina aveva suscitato molti mal di pancia all’interno del PD, molti gridarono allo scandalo, renziani di prima, seconda , terza ora o gli irriducibili bersaniani che addirittura reclamavano la permanenza della bersanian/ lettiana Carrozza al Miur…

La Giannini, come tutti i ministri di questo governo, ha fatto comunque solo la comparsa, in partica non ha fatto nulla, ma nel contempo ha molto parlato più degli altri ministri, ha parlato troppo, in modo frenetico, spesso dicendo cose che potevano danneggiare l’immagine del PD facendogli perdere colpi sul suo elettorato di riferimento, gli insegnanti.

Insomma i mal di pancia sono continuati e sono diventati più frequenti.  Poi sono venute le Europee, il crollo del partito della Giannini e la sua personale débâcle elettorale hanno sancito irrimediabilmente la sua fine politica. Da quel momento è stata completamente esautorata, commissariata, è restata solo ad occupare una poltrona , l’uomo di riferimento al MIUR per il partito è diventato il renziano Reggi, il vero ministro ombra, l’uomo delle dichiarazioni a Roma a La  Repubblica e delle smentite  la settimana dopo a Terrasini ( Pa) a un parlatorio PD convocato ad inizio estate.

Ma Giannini ha avuto il torto di continuare a parlare, a dichiarare ad esternare in modo irrefrenabile, siamo arrivati a fine agosto, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il suo intervento a Rimini al meeting di CL, e l’intervista a La Repubblica, prima del fatidico 29 agosto; allora sono stati affrettati i tempi del suo esautoramento, il PD ora ne chiede la testa, le sue parole fanno allontanare rendendo  ostile l’elettorato degli insegnanti ( cfr.le sue uscite sulla fine delle supplenze brevi, e sugli sponsor privati hanno fatto sorpassare ogni livello di guardia). Ecco il blitz, si convoca un consiglio di partito  e all’insaputa del ministro si rinviano le decisioni sulla scuola che il consiglio dei ministri avrebbe dovuto assumere, rendendo pubblico quello che da due mesi circola sulla stampa tra esternazioni e smentite.

Il ministro ora è fuori gioco. Ha dovuto apprendere,credo come noi ,dalla ANSA del rinvio del pacchetto scuola. Che si aspetta? Ovviamente il minirimpasto dopo che la Mogherini andrà al Consiglio europeo,; la Giannini è già archiviata o meglio rottamata! Possiamo ora divertirci a giocare al totoministro!

Libero Tassella