Tuttoscuola ci informa che il presidente dell’Anp, Giorgio Rembado, ha alzato una voce, sicuramente controcorrente, nell’ambito del discorso pro geografia. Anzi, a dire il vero, il discorso viene generalizzato a tutti gli insegnanti che con la riforma perderanno la loro cattedra…di Silvana La Porta Perchè se diminuiscono le ore di quella disciplina, è inevitabile, si va a casa, si perde cattedra, si finisce, magari a cinquanta, cinquantacinque anni, per rimettersi in viaggio. Secondo Rembado non bisogna essere troppo attaccati alla res privata, bisogna muoversi in un’ottica da res publica, badare al buon andamento della scuola, sacrificando la propria disciplina al bene generale: “Ci si deve muovere in una logica diversa, più difficile forse, ma migliore per il futuro. Bisogna costruire il curriculum di studi all’interno della singola scuola. Ogni istituto può gestire autonomamente le attività didattiche da svolgere, da un minimo del 20% del monte-ore ad un massimo del 30-35%. Deve quindi essere la scuola ad individuare la materie più coerenti e più compatibili con l’indirizzo di studi dell’istituto e porsi il problema della congruità dell’inserimento di una materia, sapendo che non c’è spazio per tutto lo scibile”.

 

Dunque deve essere la scuola a individuare le materie più giuste per quell’indirizzo. Ma chi all’interno della scuola dovrà fare questo? Una commissione di docenti? Scelta da chi? O magari, cosa più logica, il preside stesso che in qualità di dirigente e con l’ampliamento di poteri che spera di ottenere, potrà meglio gestire anche l’andamento didattico?

Qui Rembado non è molto chiaro, ma forse possiamo leggere fra le righe.

Che poi si parli di lobby dietro qualunque disciplina i cui insegnanti temano per il loro posto di lavoro, beh, l’affermazione forse è ingiusta. Certo ognuno difende la propria materia e il proprio posto di lavoro, ma che dietro ogni insegnamento ci sia “una lobby animata da precise logiche, ciascuna delle quali deve addurre delle motivazioni di carattere generale per poter dire che senza il loro insegnamento il mondo va a rotoli”, forse è troppo. Lobby è un termine forte che indica un gruppo di persone legate da interessi comuni e in grado di esercitare pressioni sul potere politico per ottenere provvedimenti a proprio favore, specialmente in campo economico e finanziario. Gli insegnanti con le lobby alle spalle, no. E’ che cercano, poveracci, di difendersi quei quattro spiccioli che beccano al mese…altro che lobby…


Silvana La Porta