http://www.cs.washington.edu/research/networking/napt/images/naptlogo.gifSono almeno un paio d’anni che si parla dell’esaurimento degli indirizzi IPv4. Ora la disponbilità è scesa a livelli pericolosamente bassi: un altro IP, un’altra classe assegnata e la percentuale sarà espressa con una sola cifra, perché adesso è rimasto libero il 10 per cento degli indirizzi.(da nbtimes.it)

 

 

 

Sono almeno un paio d’anni che si parla dell’esaurimento degli indirizzi IPv4. Ora la disponbilità è scesa a livelli pericolosamente bassi: un altro IP, un’altra classe assegnata e la percentuale sarà espressa con una sola cifra, perché adesso è rimasto libero il 10 per cento degli indirizzi.

Lo ha annunciato ieri la Number Resource Organization, che si occupa della gestione. “Si tratta di una pietra miliare chiave nella crescita e nello sviluppo dell’Internet globale”, ha evidenziato Axel Pawlik, presidente dell’organizzazione. “Con meno del 10 per cento dell’intero spazio di indirizzamento IPv4 ancora disponible per l’allocazione, è ormai di vitale importanza che la comunità Internet prenda in seria considerazione di agire con determinazione verso l’adozione globale di IPv6″.

A farne le spese, secondo il dirigente, sono le prospettive dell’immediato futuro: “Il limitato spazio di indirizzamento IPv4 disponibile non ci offrirà abbastanza risorse per realizzare quelle ambizioni a cui tutti miriamo per l’accesso globale a Internet”.

Con il crescere degli terminali mobili e dei netbook, infatti, la richiesta è in crescita costante e l’adozione dell’indirizzo IP dinamico aiuta, ma non può riuscire indefinitamente a tamponare. “L’implementazione di IPv6 è un fattore chiave infrastrutturale che renderà possibile per la Rete supportare i miliardi di persone e i relativi apparecchi che vorranno connettersi negli anni a venire”, ha aggiunto Pawlik.

Data la scarsa quota residua, NRO sta continuando a interessare industrie, governi, grandi vendor, aziende enterprise, operatori TLC e persino gli utenti finali a inserirsi a pieno titolo nel mondo IPv6. Nello specifico, NRO auspica:

  • Che i vari segmenti di business offrano servizi e piattaforme pronte con IPv6, compreso l’hosting e gli equipaggiamenti, assicurando l’accessibilità IPv6 agli utenti
  • Che i produttori di hardware e software implementino al più presto il supporto IPv6 nei propri prodotti al fine di garantire che la sua disponibilità sia già uno standard produttivo nel momento in cui servirà
  • Che i governi diano l’esempio, rendendo disponibili i propri stessi contenuti tramite IPv6 e incoraggino l’impementazione di IPv6 nei rispettivi paesi. L’introduzione di IPv6 nelle politiche e nelle disposizioni governative, in questo momento, sono fattori critici
  • Che l’intera società civile, comprese organizzazioni e utenti finali, pretendano che i servizi ricevuti dai propri provider e i prodotti acquistati dai propri vendor siano pronti a IPv6, in modo da costruire domanda e assicurare una disponibilità competitiva di IPv6 negli anni a venire

La domanda di indirizzi IPv6 – continua l’organizzazione – nel corso del 2009 è cresciuta del 30 per cento. “Molti decisori non realizzano quanti apparecchi oggi richiedono un indirizzo IP: telefoni mobili, laptop, server, router, e la lista continua”, ha detto Raul Echeberria, segretario generale di NRO. Per questo, “Il numero di indirizzi IPv4 disponibili si sta assottigliando rapidamente e se la comunità Internet globale continuerà a ignorare la circostanza, dovrà aspettarsi conseguenze abbastanza pesanti in un futuro molto prossimo. Per questo NRO sta lavorando per educare tutti, dagli operatori di Rete ai dirigenti e ai rappresentanti di governo, sull’importanza dell’adozione di IPv6″, ha aggiunto il Segretario.

Dunque, non c’è più spazio per scuse come quella della mancanza di un “incentivo di business”. Dalle parti del Bel Paese qualcuno ha annunciato da tempo di essere pronto, ed è proprio il GARR. Ma da solo non basta: IPv4, alla luce di quanto spiega NRO, ha già “retto” più a lungo del previsto. Continuando di questo passo, forse la previsione del 2010 come anno della verità avrà ottime possibilità di avverarsi.(da nbtimes.it)

Marco Valerio Principato