Governo dimissionario, Scuola in malora e Sindacatoni “ingialliti”
di Vincenzo Pascuzzi – 8 febbraio 2021
I sindacati della scuola sono “ingialliti” e avvizziti da tempo, non rappresentano, difendono, conoscono più la categoria, né tutelano e difendono la Scuola nel suo insieme e nei suoi contenuti.
La situazione della scuola e dei docenti è ben riassunta nell’articolo di Alessandro Barbero di circa sei mesi fa; e ripresa, ma solo in parte, da Riccardo Prando in questi giorni; anche Massimo Recalcati descrive la crisi della scuola, ma da un differente punto di vista.
Mentre le diagnosi dei tre autori sono valide, le terapie che essi accennano risultano effimere, impraticabili, velleitarie; primo perché chiamano in causa esclusivamente i docenti – che sono vittime della situazione assieme ai discenti e alle loro famiglie – ; e poi principalmente perché i docenti singolarmente non possono intraprendere azioni di disobbedienza o di sabotaggio: non verrebbero capiti, verrebbero (ancora) incolpati di tutto, anche puniti; dovrebbero intervenire i loro Sindacatoni, quelli riconosciuti come rappresentativi, perciò ammessi a sedere attorno al mitico “tavolo delle trattative”; tavolo divenuto inutile dove ora ricevono episodiche informative ministeriali o governative e promesse sempre più spesso illusorie e disattese. Inoltre detti Sindacatoni risultano fra loro divisi, alcuni fanno ancora riferimento a partiti o gruppi politici e sono da questi condizionati.
Ricordiamo che i docenti e gli ata furono chiamati allo sciopero nazionale sia contro la pessima riforma e i tagli sanguinari di Mariastella Gelmini (30 ottobre 2008) che contro la c.d. “Buona Scuola” del discolo dispettoso Matteo Renzi (5 maggio 2015); entrambi gli scioperi riscontrarono adesioni massicce (circa l’80%, con più del 90% di scuole chiuse); sia nel 2008 che nel 2015, il fronte sindacale non seppe però gestire i due successi, si arenò per incapacità o divisioni interne, si sfaldò; i Sindacatoni furono gabbati dal ministro di turno e dal Governo, forse ricevettero contropartite, oppure scelsero di rinunciare per non minare la tenuta del Governo (nel caso Renzi?).
Questa è la situazione, così purtroppo stanno le cose. La situazione governativa ha fermato le azioni in corso; non si sa cosa verrà inserito nel programma del prossimo Governo, né si sa chi potrà essere il futuro ministro.
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Alcuni riferimenti
►Riccardo Prando: <<Urge, a questo punto, la domanda: perché il lavoratore della scuola non si oppone a tutto ciò? Perché, per dirla alla Barbero, non “cominciare a combattere apertamente tutto ciò che in cuor loro riconoscono come offensivo, inutile, frustrante?”. Già, perché?>>
►Alessandro Barbero: I docenti dovrebbero: <<Cominciare a combattere apertamente tutto ciò che in cuor loro riconoscono come offensivo, inutile, frustrante, senza avere il coraggio di dirlo. Non compilare le scartoffie superflue, non andare alle riunioni che fanno perdere tempo, togliere il saluto a chi parla di meritocrazia. Isolare nel disprezzo i dirigenti scolastici che si prestano alla distruzione della scuola e all’umiliazione degli insegnanti; e queste cose dirle e spiegarle ai ragazzi e alle loro famiglie. L’insegnamento non può morire. E’ una battaglia e le battaglie si rischia di perderle, ma quando è il momento bisogna comunque combatterle – o arrendersi.>>
►Alessandro Barbero: <<Intanto, io direi non dieci, ma venti o venticinque anni fa: l’aggressione è cominciata allora. Le cause sono: a livello immediato, la svolta a destra della politica italiana. Questo ha comportato l’antipatia evidente di molti governi nei confronti di un mondo, quello degli insegnanti, tradizionalmente considerato di sinistra. Ma più in profondità, e in modo più insidioso, la svolta a destra dell’intero mondo occidentale, l’ideologia unica del profitto, l’esaltazione dell’imprenditoria come sale della terra. Ne risulta una classe dirigente che non capisce letteralmente più a che cosa servano la cultura, l’insegnamento, lo spirito critico. Quando lo capisce, li considera dei pericoli da neutralizzare. La recente introduzione dell’alternanza scuola-lavoro è un passo importante nella distruzione del diritto allo studio per cui generazioni hanno combattuto: passare l’intera infanzia e adolescenza a scuola, senza essere obbligati a lavorare, non è più un diritto né un ideale, ma viene presentato come un lusso o una perdita di tempo, che allontana dal cosiddetto mondo reale. La scuola non deve produrre teste pensanti, ma esecutori, tecnici: è solo in questi termini che la classe dirigente riesce a concepirla.>>
►Massimo Recalcati: <<Ora il problema è come un insegnante possa acquisire autorevolezza simbolica essendo venuta meno la rendita garantita dalla tradizione. Allora io sostengo che questa autorevolezza deve essere riconquistata non attraverso strumenti repressivi o autoritari ma per la via della propria parola, del sapere insegnare con autorevolezza. E quali sono gli insegnanti che sanno insegnare con autorevolezza? Quelli che sanno dare testimonianza incarnata che il loro rapporto col sapere non è privo di desiderio ma è una vera e propria erotica. Solo se l’insegnante sa amare il sapere al quale si dedica può trasformare i suoi allievi in amanti del sapere. È il desiderio dell’insegnante a rendere vivo il sapere erotizzando il suo apprendimento. Questo significa ricostruire l’autorevolezza simbolica dell’insegnante dai piedi.>>
►Il 30 ottobre 2008 è stato indetto uno sciopero generale del comparto scuola a cui ha aderito circa l’80% dei lavoratori causando il blocco dell’attività didattica nel 90% delle scuole italiane.
►5 maggio 2015 – Era dai tempi della Gelmini che non si vedeva una partecipazione così grande ad uno sciopero della scuola. L’adesione, secondo le organizzazioni sindacali, è stata molto alta: circa l’80%.
►Riccardo Prando: “Comanda la burocrazia, con chi stanno dirigenti e prof?”
https://www.facebook.com/groups/1435436220029520/permalink/2771914263048369
►Alessandro Barbero: “L’insegnamento è il più frustrante dei mestieri moderni”
https://www.facebook.com/groups/1435436220029520/permalink/2589004911339306
►Massimo Recalcati: “In ogni Scuola ci sono buoni e cattivi incontri. I primi aprono mondi, i secondi li sigillano. Anche i secondi sono essenziali”
https://www.orizzontescuola.it/in-ogni-scuola-ci-sono-buoni-e-cattivi-incontri-i-primi-aprono-mondi-i-secondi-li-sigillano-anche-i-secondi-sono-essenziali-intervista-a-massimo-recalcati/
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