La libertà di circolazione delle persone costituisce uno dei diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione europea. Ciò significa che possiamo vivere, lavorare, studiare e viaggiare liberamente all’interno del territorio dell’Unione…di Silvana La Porta Graduatorie regionali per gli insegnanti: ma al Nord chi resta ad insegnare?

La libertà di circolazione delle persone costituisce uno dei diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione europea. Ciò significa che possiamo vivere, lavorare, studiare e viaggiare liberamente all’interno del territorio dell’Unione.
Insomma in qualità di cittadini europei abbiamo un fondamentale diritto: lavorare, attenzione, lo ripeto, lavorare, circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.
Già. Ma cosa c’entra tutto questo con la scuola? C’entra, c’entra. Vedrete che c’entra. Perché l’Italia è un paese membro dell’Unione europea, non è vero? Quindi noi italiani possiamo lavorare liberamente in tutta Europa. Ma…c’è un ma. Perché in Italia c’è un tizio che afferma che le graduatorie degli insegnanti devono diventare regionali.E’ di qualche giorno fa arriva un ddl del Carroccio, sottoscritto da tutti i suoi parlamentari e reso pubblio attraverso il quotidiano “La Padania” dal sen. Mario Pittoni, capogruppo del Carroccio in commissione permanente (istruzione pubblica, beni culturali), : che prevede l’attivazione di graduatorie regionali per gli insegnanti e un albo, sempre regionale, dove chi si iscrive, anche se nato altrove, debba dimostrare di risiedere nella regione dove si vuole insegnare. La proposta della Lega, leggiamo in alcuni quotidiani. ricalcherebbe il programma della provincia autonoma di Trento, dove, con la finanziaria provinciale 2010, si è attribuito un punteggio aggiuntivo di 40 punti per ogni triennio di servizio prestato continuativamente in ogni ordine di scuola della provincia fino ad un massimo di 160 punti. E se la proposta diventasse legge cancellerebbe le speranze per i tanti laureati del sud che da decenni si inseriscono nelle graduatorie d’insegnamento del settentrione, in certi casi prive addirittura di aspiranti, dove si hanno possibilità molto concrete di ricevere una chiamata di supplenza. Perché in Italia c’è troppa, ma davvero troppa circolazione di lavoratori, soprattutto da Sud a Nord. E’ da tanti anni che c’è questa situazione schifosa, che gli insegnanti del sud, per passatempo, si spostano, che so, dalla bella Sicilia, e se ne vanno a cuor leggero, lasciando le loro cose più care, nella nebbiosa pianura padana. A far cosa? Naturalmente ad insegnare. E allora questo tizio, Umberto Bossi, vuole mettere fine a tale schifo. A tale passatempo. Vuole che gli insegnanti del nord rimangano al nord…e quelli del sud a sud. Scopre l’acqua calda. Come se a qualcuno facesse piacere trasferirsi per un lavoro da pochi spiccioli al mese. E questo tizio vuole che al nord ci siano solo insegnanti settentrionali doc. E non capisce che il professore al nord non lo vuole fare nessuno perché a Milano, col caro vita che c’è, manco a fine mese arrivi. Ma niente,la Lega insiste. Graduatorie regionali con precedenza ai residenti.
La libertà di circolazione delle persone non costituisce dunque uno dei diritti fondamentali dei cittadini d’Italia. Ciò significa che non possiamo vivere, lavorare, studiare e viaggiare liberamente all’interno del territorio del Bel Paese. Ognuno deve rimanere a casa propria. E guai a superare lo stretto di Messina. Sapete che vi dico allora, dinanzi a tale oscena proposta? Pensiamo a fare l’Italia unita, altro che l’Europa…

SILVANA LA PORTA