Si è concluso in bellezza e dolce musica il Festival Magie barocche nella serata dell’8 dicembre, nella consueta scenografia dell’ auditorium di Palazzo Biscari,  con un’esibizione singolare di arie e brani strumentali tratti da The tempest e The Fairy Queen di Henry Purcell…

Esecutori d’eccezione i membri dell’Accademia Bizantina (Alessandro Tampieri, vilino primo; Ana Liz Ojeda, violino secondo; Diego Mecca, viola; Mauro Valli, violoncello; Giovanni Valgimigli, violone; Tiziano Bagnati, liuto; Berit Solset, soprano) un ensemble nata a Ravenna nel 1983 con l’intento programmatico di “fare musica come un grande quartetto”. Oggi come allora, il gruppo è gestito in modo autonomo dai propri componenti, custodi e garanti di quell’approccio interpretativo cameristico che lo ha sempre contraddistinto ed è guidato da un grande direttore musicale e artistico come Ottavio Dantone, rinomato clavicembalista. Sotto la sua guida esperta l’Accademia coniuga ricerca filologica e studio della prassi estetica interpretativa ed esecutiva del Barocco.

E in effetti l’esibizione catanese ha rivelato  grandi doti esecutive e creative, nonché l’espressa volontà di  riproporre la musica di epoche passate secondo un criterio di autenticità, con una prassi esecutiva pertinente. Mediatori e interpreti intelligenti, i musicisti hanno saputo ricostruire un mondo sonoro credibile dell’epoca, cogliendo il senso degli affetti, organizzando adeguatamente tempi e ritmi, inventando le giuste cadenze, in particolare con i brani di The Fairy Queen, capolavoro del teatro musicale barocco e di ogni tempo rappresentata per la prima volta il 2 maggio 1692 al Queen’s Theatre di Londra, quasi sicuramente come omaggio alla Regina Mary per il suo compleanno, in un fastoso allestimento che includeva oltre alla musica e al canto anche la danza, la pantomima e un complesso apparato di macchinari scenografici.

Com’era nelle intenzioni di Purcell, gli esecutori hanno perfettamente ricreato la serietà e profondità della musica italiana insieme alla levità e ballabilità della musica francese, grazie anche alla bella voce di Berit Solset, che  si conferma come una delle più ricercate cantanti di concerto del panorama attuale.

Ha scritto il direttore artistico di Accademia Bizantina Ottavio Dantone che «in un momento così complesso e difficile nel panorama musicale italiano, è con grande piacere e orgoglio che l’Accademia Bizantina presenta i suoi concerti, che vogliono dare agli appassionati l’opportunità di intraprendere un affascinante viaggio nel mondo della musica eseguita con strumenti originali»

E quest’ultimo è un merito che va alla sua ensemble, nonché a tutta la sesta edizione del Festival Magie Barocche, grazie alla dedizione incondizionata del direttore artistico Antonio Marcellino. Non resta che augurare, alla fine di questa splendida e faticosa impresa, contraddistinta da un perfetto equilibrio tra esecuzione filologica e gusto dell’improvvisazione,  ad maiora semper…

Silvana La Porta