Hjo orchestra. E’ un ensemble che da tempo ormai si fa apprezzare per la capacità di creare sonorità gradevoli, riportando gli ascoltatori ad atmosfere retrò  tra jazz e swing. Il suo frizzante direttore, Sebastiano Benvenuto Ramaci,  ha davvero lavorato per costruire un progetto musicale serio e nello stesso tempo accattivante, che in dieci anni ha preso corpo ed è stato capace di rinnovarsi e tentare nuove strade.

Così martedì 10 agosto, nell’incantevole scenario del Teatro antico di Taormina, proprio nella notte delle stelle, l’Hjo orchestra, in collaborazione con il teatro Massimo Bellini per la rassegna Bellezza Belcanto Bellini, ha donato ai numerosi ascoltatori un concerto di grandi stelle dello swing.

Il maestro Ramaci, che ha fatto, oltre che da direttore, anche da  (bravo) presentatore,  ha dato vita a un concerto coinvolgente che ha fatto battere piedi e cuore ai numerosissimi ( e ben distanziati) spettatori. Da Take the “A “Train             di         Duke Ellington a Chattanooga Choo Choo e alla sempre affascinante  Moonlight Serenade   di Glenn Miller attraverso la scintillante In The Mood, fino alle belle Shiny Stocking                                e Flight Of The Foo Bird di  Count Basie l’allegra orchestra made in Sicily di sax trombe, tromboni accompagnati efficacemente dal pianoforte di Angelo Fichera , il contrabbasso di Luca Nicotra e la batteria di Stefano Ruscica ha dato vita a uno swing dolce e incalzante, particolarmente gradevole nei crescendo,  offrendo un godibile e armonico suono caldo e potente.

 

 

 

 

 

Poi è arrivata lei, la guest star tanto attesa: Anita Vitale. Briosa, coinvolgente, accattivante, con la sua voce calda e duttile che si presta a tutte le sfumature di sonorità dello swing, ha donato all’appassionato pubblico le più belle canzoni di George Gershwin, quel Gershwin senza il quale la musica nazionale americana non sarebbe stata quella che è, ma forse non sarebbe stata quella che è la musica di tutto il mondo.

 

 

 

Così, dopo una commovente dedica alla nonna appena scomparsa, si sono alzate le note della bellissima The Man I Love, interpretata dalla cantante con un’attenzione particolare alle sfumature di tono, e subito dopo dell’accattivante I got rhythm e della ritmata Fever di Eddie Cooley, cui il pubblico ha partecipato intensamente, fino alla dolcezza di The Girl From Ipanema di Antonio Carlos Jobim, eseguita con grande afflato dai musicisti, che hanno dimostrato un perfetto affiatamento, confermandosi nella loro più autentica mission:  promuovere, far conoscere e far rivivere le pietre miliari dello swing e del latin che hanno reso celebre tante orchestre dei bei tempi.

Le magiche note di “In the mood” hanno poi concluso in bellezza una serata di accattivante musica, quella stessa musica che, per Gershwin, come scrisse il suo amico George Schönberg, “era l’aria che respirava, il cibo che lo nutriva, la bevanda che lo ristorava”…

Silvana La Porta