Tutti i bambini sfortunati nel mondo…

Queste poche righe che sto per scrivere, lo dico per i deboli di stomaco, saranno mielose e piene di retorica. Ma sento di dover condividere con voi che mi leggete, un sentimento di forte annichilimento al sentire, continuamente, di violenze sui bambini. Bambini picchiati in strada da soldati: abbiamo visto in questi giorni, sui social, un terribile video di due militari armati di tutto punto che infierivano su un ragazzino di circa dieci anni, con manate e calci. Bambini che fabbricano per noi palloni di cuoio, o che cuciono per noi vestiti, o che assemblano i nostri cellulari in fabbriche stipate come si stipano i polli in batteria.  Bambini che svolgono lavori pesanti pregiudicandosi per sempre uno sviluppo fisico armonico e una vita almeno normale.

E non basta… i bambini sottoposti a traversate della speranza micidiali, stipati in barche di fortuna, per giorni in balia delle onde, che vedono coetanei e adulti morire come mosche e che a loro volta, spesso, finiscono annegati a mare assieme alle loro madri e ai loro padri.  I ragazzini delle favelas e delle mille periferie del mondo, che vivono ammassati in condizioni igieniche precarie, con vite impossibili e futuri inesistenti. I bambini, figli di madri e padri snaturati, sottoposti a vite di assenze, di rancori, di violenze domestiche. I bambini uccisi e massacrati da padri vendicativi, i bambini picchiati senza pietà da madri pazze o da maestre malate. I ragazzini e le ragazzine sottoposti a vessazioni da compagni e compagne sopraffattori e bulli. Le ragazzine rapite e violentate, le bambine costrette a prostituirsi in strada, sottratte alla vita spensierata dei coetanei e costrette a confrontarsi con le frustrazioni sessuali di adulti porci.

E’ il  terribile “gioco” della vita, che troppo spesso a questi bambini e a queste bambine preclude ogni speranza da subito. Il gioco micidiale che prevede solo le posizioni “in” e “out”. Sei in se riesci a nascere o a vivere nel posto giusto, con le persone giuste, dalla parte vincente della storia. Sei out se, viceversa, nasci nel posto sbagliato, in mezzo ai barbari, fra persone che non hanno alcun rispetto della vita umana e dell’infanzia. I bambini, è retorico dirlo ma lo facciamo lo stesso, sono innocenti, hanno quelle facce che ti guardano in attesa e con fiducia; è terribile deluderli, sbattendo loro in faccia la porta di una vita decente. Eppure ci riusciamo sempre più spesso a deluderli, a maltrattarli, a ignorarli, a spiegare da subito, dai primi istanti, che la vita è una cosa ignobile.

http://www.cgmagazine.eu/articoli%202014/luglio%202014/alessandro%20turchi/bambini.htm