È così assurdo chiedere l’assunzione per tutti i precari della scuola? Comincia così la lunga lettera del Coordinamento degli insegnanti precari di Bologna al ministro Stefania Giannini. ..

Un racconto del disagio vissuto dai docenti senza una cattedra fissa. “È normale, invece, che il Miur preveda un piano di assunzioni annuale di soli 14.000 docenti nonostante ammetta che la massa indistinta di “aventi titolo” (cioè che avrebbero il diritto ad essere assunti in ruolo)  conti in ben 500.000 precari?”, continua la lettera. Ed è normale che “che ogni anno ci siano più di 120.000 precari assunti con contratto annuale dal Ministero, più decine di migliaia assunti per le supplenze brevi? Che lo Stato italiano preferisca pagare multe all’Unione Europea invece di assumere questi precari che sfrutta da anni? Che il Miur riduca il numero di docenti e di classi mentre la popolazione degli studenti aumenta?”.

precarioLe domande, che mettono in luce le contraddizioni del sistema di reclutamento scolastico e le conseguenze dei tagli alla scuola, continuano: “E’ normale che i vari governi, a seconda dell’opportunità politica, cambino continuamente le regole del gioco a partita iniziata, infischiandosene di travolgere i progetti di vita di migliaia di persone? Che il Miur abbia bandito un concorso (2012) quando ci sono graduatorie colme di docenti formati e con il diritto acquisito all’assunzione? Che il Miur, dopo il blocco di 4 anni di tutti i corsi abilitanti, non si sia preoccupato di abilitare prima chi da anni lavora già nella scuola? Che il Miur  abiliti con dispendiosi percorsi a pagamento (es. Siss, Tfa, Pas…) senza garantire  alcun posto di lavoro?”

Amare le conclusioni degli insegnanti precari: “Nell’ottica del Ministero tutto ciò è normale amministrazione che serve a dispensare speranze e delusioni con le quali continua a gestire la progressiva riduzione di risorse e diritti della scuola e dei suoi lavoratori. Inoltre, noi continuiamo a formarci a nostre spese, mentre lo Stato gioca con il nostro diritto a lavorare e ad essere assunti in ruolo”.

Il coordinamento dei precari di Bologna chiede che lo Stato sani prima la situazione attuale:“Vogliamo che la precarietà finisca? Il Miur assuma stabilmente i futuri docenti che ha selezionato e poi li formi a sue spese. Solo così si garantisce dignità lavorativa a coloro i quali hanno deciso di investire la propria vita nella scuola pubblica; solo così si può manifestare la reale volontà politica di migliorare l’esistente”.