altIn media vorrà dire una perdita secca di 2.000 euro lordi. In totale sono circa 200.000 docenti che nei prossimi tre anni avrebbero dovuto usufruire del cosiddetto passaggio di «gradone» che non avviene ogni due anni, come previsto per altri dipendenti pubblici, ma ogni cinque-otto anni ed è pari a quasi 180 euro lordi. 





2/6/2010

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I prof e gli scatti congelati
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La manovra prevede stipendio invariato fino al 2013, per i sindacati un danno di oltre 3 mila euro lordi l’anno senza contare gli effetti su Tfr e pensione
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di Flavia Amabile
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E quindi dopo molte promesse di aumento, valorizzazione del merito,  adeguamento degli stipendi alle medie europee decisamente più elevate, i prof si trovano in tasca un congelamento degli scatti di anzianità fino a tutto il 2012, come è deciso nella manovra finanziaria firmata ieri dal Capo dello Stato. In media vorrà dire una perdita secca di 2mila euro lordi. In totale sono circa 200mila docenti che nei prossimi tre anni avrebbero dovuto usufruire del cosiddetto passaggio di «gradone» che non avviene ogni due anni, come previsto per altri dipendenti pubblici, ma ogni cinque-otto anni ed è pari a quasi 180 euro lordi. 

L’importo varia in base agli anni di anzianità acquisiti: e quindi valgono pure quelli di pre-ruolo, anche se vengono conteggiati per intero solo i primi quattro anni di precariato. Più si sale di anzianità, quindi, più il mancato aumento sarà maggiore: per un docente della scuola superiore con vent’anni di servizio alle spalle, ad esempio, con un importo lordo annuo attorno ai 28mila euro, lo scatto automatico corrisponde a quasi 3mila euro lordi (circa 250 euro al mese). 

Il sito Tuttoscuola ha sottolineato l’ingiusta penalizzazione dei professori rispetto ad altri dipendenti pubblici. La manovra prevede una riduzione del 6% per i sottosegretari, del 2,5% per i dirigenti ministeriali e di almeno l’11% per il personale dipendente della scuola che viene colpito dalla manovra su tre fronti: blocco del contratto collettivo, congelamento degli scatti di anzianità, indennità di buonuscita. Anche la Uil evidenzia una disparità: «Solo per il personale della scuola il blocco degli aumenti per anzianità ha effetti anche sui futuri stipendi e sulle pensioni». 

Bocciatura piena anche da Marco Paolo Nigi dello Snals-Confals: «Il personale della nostra scuola, che percepisce retribuzioni di gran lunga inferiori alla media europea, aveva trovato un minimo riequilibrio nello sviluppo per anzianità, già coperto con le attuali risorse contrattuali e non bisognoso di nessuna risorsa aggiuntiva per i prossimi anni». 

I sindacati hanno annunciato una manifestazione nazionale il 15 giugno e chiedono modifiche durante l’esame in Parlamento. Alla manifestazione mancherà la Flc-Cgil che ha in programma un fitto programma di iniziative. Le prime si svolgeranno giovedì e venerdì prossimi attraverso l’occupazione simbolica degli ex provveditorati agli studi (oggi Usp). Con la manovra del Governo «viene portato avanti un ulteriore duro attacco al sistema della conoscenza pubblica – afferma il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo. I tagli della legge 133 «non solo non vengono ridimensionati ma ulteriormente accentuati».

Dopo aver scritto quest’articolo ho telefonato ad alcune prof per sentire che cosa ne pensavano. Ecco le risposte di una di loro. 

http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&ID_articolo=947&ID_sezione=274&sezione=