Le chiediamo di intervenire affinché per il concorso annullato in Sicilia a Dirigente scolastico, siano presi provvedimenti per risolvere il contenzioso ab origine. Ogni soluzione che verrà presa per tutelare la pubblica amministrazione deve anche contemporaneamente prendere in considerazione i Ricorrenti in favore dei quali furono emesse le sentenze dei tribunali…(da Latecnicadellascuola)


Comitato Ricorrenti Concorso D.S annullato in Sicilia: le sanatorie sono per chi subisce il danno dei vizi procedurali non per chi ne gode
Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Consiglio
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Ministro del M.I.U.R
Al Ministro della Giustizia
Illustrissimo Signor Presidente,

Le chiediamo di intervenire affinché per il concorso annullato in Sicilia a Dirigente scolastico, siano presi provvedimenti per risolvere il contenzioso ab origine.
Ogni soluzione che verrà presa per tutelare la pubblica amministrazione deve anche contemporaneamente prendere in considerazione i Ricorrenti in favore dei quali furono emesse le sentenze dei tribunali.
Noi non ci opponiamo a soluzioni che assicurino alla Pubblica Amministrazione certezza dell’azione amministrativa e ordinato svolgimento della stessa, ma è necessario sottolineare che tale obiettivo non si può raggiungere senza dare risposte a chi, in questi anni, ha subìto il danno dei vizi procedurali e sostanziali. In questo concorso annullato, ci sono Concorrenti che hanno fatto valere il loro interesse legittimo che percepivano chiaramente leso, tramite ricorso, nelle sedi opportune e che hanno avuto legittimata un’aspettativa da sentenze di secondo grado. Questi concorrenti si sono visti privare della possibilità di terminare il percorso formativo iniziato a causa di un’illegittima esclusione. I tribunali l’hanno ampiamente spiegato: i vizi di forma erano così gravi da aver assorbito ogni altro vizio sostanziale derivato. Non è necessario sminuire il giudicato amministrativo per dare tutela alla P.A. presso cui prestano servizio i colleghi dichiarati vincitori dal concorso annullato.
La certezza dell’azione amministrativa che si deve garantire adesso, è raggiungibile solo se chi dirige è in grado di dare continuità nel futuro alla suddetta azione, ma è altresì vero che non si può garantire questa continuità senza eliminare il contenzioso e ignorando le aspettative dei Ricorrenti riconosciute da sentenze, solo perché queste ultime sono scomode. I messaggi che i giornali stanno in queste ultime settimane lanciando sono preoccupanti: “i ricorrenti sarebbero coloro che antepongono il loro interesse a quello della nazione!” I Ricorrenti, invece, sono coloro che non accettarono la bocciatura come rispondente e realistica valutazione e che hanno dimostrato di possedere una mentalità improntata alla legalità per via della battaglia intrapresa con senso di responsabilità e, a tutela non solo del merito personale, ma anche della comunità dove tale merito deve trovare una sua giusta collocazione funzionale. A questo punto, è necessario un intervento di equità per il ripristino della legalità invocata dai Ricorrenti.
I provvedimenti di Sanatoria esistono proprio per sanare i vizi procedurali in favore di chi li ha subìti, ecco il motivo per cui, sinora, nessun tentativo di sanatoria solo in favore dei nominati ha potuto prendere una forma ammissibile. Né si può dire che con la riproposizione delle procedure concorsuali si contemperino gli interessi dei colleghi “dichiarati vincitori”, né le aspettative dei Ricorrenti che in altre regioni d’Italia lavorano già da due anni come dirigenti scolastici per effetto di una sentenza del Tar, come in Puglia. Si deve aggiungere che il rinnovamento delle procedure concorsuali che, ora, avverrebbe a quattro anni di distanza dalla data dal 26 gennaio 2006, in cui furono espletate le prove scritte, non dà affatto certezza di equità ma al contrario avvantaggia, indubbiamente, chi in questi ultimi 4 anni ha svolto la funzione di dirigente e che ora si trova addirittura, in sede d’esame, ad essere ri-valutato, questa volta dai propri colleghi. Inoltre, le scelte dirigenziali messe in campo e le esperienze vissute specificamente negli Istituti d’appartenenza qualificheranno irrimediabilmente l’identità di queste persone, rendendo vano l’anonimato delle prove scritte.
Come se non bastasse, la commissione è stata nominata a livello locale dalla stessa P.A. che non volle porre rimedio al pasticcio e non lo riconobbe come tale neanche dopo sentenze e che proseguì a nominare dalla graduatoria del concorso annullato. Si profila così un epilogo grave e farsesco cui forse si può ancora porre rimedio con un’azione di equità nei confronti dei Ricorrenti. Infine, sarebbe molto grave ed ingiusto se, nel frattempo a causa del provvedimento legislativo che congela le posizioni dei nominati fino a rinnovamento ed espletamento delle procedure concorsuali che prevedono tempi lunghissimi, circa 2-3 anni, in ragione degli anni di servizio prestato dai nominati, si riservasse loro qualche trattamento privilegiato e si obliassero le ragioni dei Ricorrenti che hanno creduto fino in fondo in quella parità sancita dalla Costituzione.
D’altro canto, è pur vero che la lettera inviata dall’Usr ai partecipanti per avvisarli del rinnovamento delle procedure concorsuali, parrebbe sottintendere, con una nota a margine, che tale provvedimento di rinnovamento è suscettibile di ulteriori modifiche in presenza di “sospensione del giudicato”. Per tale ragione ci chiediamo se ci sia ancora la possibilità di porre in essere ulteriori misure per garantire una maggiore equità di trattamento per noi Ricorrenti e contemporaneamente percorsi che valorizzino il servizio effettivamente prestato dai colleghi “dichiarati vincitori”. Ricordiamo che un percorso riservato, per i soli dichiarati vincitori, alimenterebbe il contenzioso perché aggirerebbe il giudicato. E’ necessario, invece, un provvedimento che tuteli la P.A. e annulli ab origine il contenzioso, per dare certezza all’azione amministrativa e assicurare l’ordinato svolgimento della stessa. Alla luce di quanto esposto,
SI PROPONE:
“i ricorrenti, i nominati e gli idonei del concorso indetto con D.D.G. del Miur – Direzione Generale del personale della scuola del 22.11.04 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 94 del 26.11.04, sono ammessi ad un corso-concorso di formazione di tre mesi con colloquio finale con punteggio e quindi inseriti in graduatoria ad esaurimento senza aggravio per la spesa pubblica, da svolgersi anche con modalità on line per permettere lo svolgimento del servizio. I ricorrenti che completino il percorso sono inseriti in coda rispetto a coloro che hanno già preso servizio e a pettine rispetto agli idonei a decorrere dall’anno scolastico 2010-2011. Il percorso si riterrà superato con presentazione di una relazione scritta per i ricorrenti e rilascio da parte del direttore del corso di un attestato positivo. Il rinnovamento delle procedure concorsuali permane in favore dei candidati che parteciparono alle prove scritte ma non produssero ricorso ”.
La presentazione della relazione scritta per i Ricorrenti in conformità con quanto stabilito dal TAR Puglia II sezione di Lecce nel 2007 in un caso analogo. Cfr. atto della Camera a Risposta scritta pubblicata lunedì 21-gennaio-2008 nell’allegato B della seduta n. 270 all’Interrogazione 4-05425 presentata da SASSO.

Valeria Mendola
Coordinatrice Comitato Ricorrenti Concorso Dirigente scolastico annullato in Sicilia
27/01/2010