San Giovanni decollato inaugura “L’isola del teatro”, il ricco cartellone programmato nella rinnovata sala Musco…

 

 

 

 

 

STAGIONE 2013/2014

Teatro Musco

“L’Isola del teatro”

 

SAN GIOVANNI DECOLLATO

diNino Martoglio

regiaAngelo Tosto
scene e costumi Dora Argento

luci Franco Buzzanca

con Mimmo Mignemi

e (in o. a.) Vitalba Andrea, Cosimo Coltraro, Amalia Contarini, Fulvio D’Angelo,

Alessandro Idonea, Nellina Laganà, Camillo Mascolino, Margherita Mignemi, Ramona Polizzi,

Raniela Ragonese, Giampaolo Romania,Sergio Seminara, Luana Toscano, Manuela Ventura

produzione Teatro Stabile di Catania

Teatro Musco, dal 26 dicembre 2013 al 5 gennaio 2014

 

 


 


Comunicato stampa

 

San Giovanni decollato inaugura “L’isola del teatro”, il ricco cartellone programmato nella rinnovata sala Musco…

 

 

La nuova produzione del Teatro Stabile di Catania sarà in scena dal 26 dicembre al 5 gennaio.

Per il veglione di Capodanno recita fuori abbonamento e cenone “martogliano”.

La regia è di Angelo Tosto, protagonista Mimmo Mignemi.

 

CATANIA – Il Teatro Stabile di Catania augura “buona fine e buon principio” a tutti i catanesi. E lo fa con la comicità doc di Nino Martoglio, massimo campione etneo di satira e risate. Quale miglior nume tutelare per inaugurare gioiosamente sotto le feste “L’isola del teatro”, il cartellone che segna il rilancio della storica sala Musco? La scelta è caduta su San Giovanni decollato, da anni assente da quella scena. Valorizzare le proprie radici, nutrirsi di esse è del resto la linea che ha sempre guidato lo Stabile, “un teatro dal cuore siciliano”, come lo ha definito una volta per tutte Mario Giusti. Si riparte dunque da un testo cult della drammaturgia in lingua siciliana, per poi spaziare – con ben 14 titoli – dai classici ai contemporanei: un’offerta di ampio respiro per animare, sera dopo sera, un luogo chiave della vita artistica e culturale, qual è da oltre mezzo secolo il glorioso palcoscenico di via Umberto, che da oggi si presenta rinnovato nel restyling e soprattutto lanciatissimo in una fattiva “mission” di apertura alla città.

Quella che è stata, fin dal 1958, la prima sede dello Stabile etneo, si avvia infatti ad un’autentica sfida. A partire da questa stagione il Musco sarà appunto “L’isola del teatro”, ritrovo quotidiano di incontro, approfondimento, svago, grazie pure alla fornita biblioteca e all’accogliente bistrot, per dare corpo ad un’articolata attività di presentazioni, mostre e naturalmente tanti, avvincenti spettacoli.

«Portare la città in teatro e il teatro nella città»: così il presidente Nino Milazzo riassume il nuovo corso del Teatro Stabile. Sottolinea il direttore Giuseppe Dipasquale: «Attraverso questa operazione strutturale ci prefiggiamo di reagire a questi tempi di dura crisi, con una strategia che esalta la tradizione ma sa guardare all’innovazione».

            E tra filologia e rivisitazione si muove la nuova produzione di San Giovanni decollato, allestita dallo Stabile mettendo in campo una compagnia di prim’ordine, guidata da Angelo Tosto che firma la regia, con le scene e i costumi di Dora Argento, le luci di Franco Buzzanca. Protagonista è Mimmo Mignemi; insieme a lui un nutrito cast che annovera (li citiamo in ordine rigorosamente alfabetico) Vitalba Andrea, Cosimo Coltraro, Amalia Contarini, Fulvio D’Angelo, Alessandro Idonea, Nellina Laganà, Camillo Mascolino, Margherita Mignemi, Ramona Polizzi, Raniela Ragonese, Giampaolo Romania, Sergio Seminara, Luana Toscano, Manuela Ventura. Lo spettacolo sarà in scena dal 26 dicembre al 5 gennaio, con una recita fuori abbonamento fissata per il 31 dicembre: un invito a trascorrere a teatro la notte di fine anno, grazie ad un pacchetto unico che abbina alla recita serale un cenone “martogliano” che vuole rendere omaggio all’arte culinaria che è espressione del territorio.

«San Giuvanni decullatu – osserva il regista Angelo Tosto – è senza dubbio un caposaldo della letteratura teatrale in lingua siciliana, e la tentazione di snaturarlo non mi è passata nemmeno per il raccordo anulare della mente. L’unico bisogno che ho sentito è stato quello di immergere il tutto in una sorta di surreale brodaglia rossastra (le scene), all’interno della quale i personaggi, vestiti in varie tonalità di grigio, si muovono come l’antica anima di se stessi. Lo scopo è riportare alle luci della ribalta un classico dei primi del Novecento, senza graffiargli l’anima, ma lasciando una piccola, personale, impronta. Per il resto mi affido all’esperienza degli attori e mia: alle “Antiche Anime” daremo la nostra Anima Moderna, inzuppata nella migliore intelligenza del secolo scorso, di cui siamo stati avvinti spettatori, ma anche un po’ protagonisti. E ci avvarremo naturalmente delle lezioni ricevute dalle maggiori personalità del teatro isolano».

Insomma, un appuntamento da non perdere, e non solo per l’indubbio concentrato di vis comica. «Ignoriamo – nota Angelo Tosto – il motivo per cui Martoglio scelse il Battista quale “coprotagonista” della commedia, in tandem con un ciabattino che non pare proprio un modello di virtù. Forse perché, sia pur nella sua agghiacciante tragicità, la testa decapitata del Profeta che giace inerte su un piatto, come una qualunque pietanza, racchiude in sé un recondito messaggio comico-grottesco? Fatto sta che Mastru Austinu Miciacio venera l’immagine di San Giovanni decollato e si rivolge a lui chiedendogli non già la pace nel mondo o una vincita al lotto, ma più semplicemente il miracolo di ridurre al silenzio la perniciosa consorte, mediante la perdita dell’uso della lingua. Questo sinistro proposito, unito a smanie dittatoriali, modi sgarbati e a tratti violenti, farebbe di lui un personaggio, a dir poco, discutibile, se non intervenisse la macchina comica creata dall’autore, che riesce abilmente a ribaltare la figura del calzolaio e renderlo il rombante motore di una dirompente pièce, dalla morale latitante e dalla trama impalpabile, che ha però il merito di aver sfidato i decenni trionfalmente».

Allo stesso modo i teatranti sfidano da sempre le crisi ricorrenti, fino a quella gravissima dei nostri giorni. «Se sembriamo ancora meravigliosamente vivi – ironizza Tosto – è solo per un miracolo di San Giovanni decollato, al quale rivolgiamo, credenti e non, la preghiera di ridurre al silenzio, mediante la perdita dell’uso della lingua, tutti coloro che parlano, parlano, parlano, per dire all’umanità… niente, niente, niente …».

 

APPROFONDIMENTO

Gli altri titoli in programmazione al Teatro Musco

“L’isola del teatro”: ha un titolo evocativo la programmazione che connoterà il Musco, ultracinquantenaria sala che ha visto muovere i primi passi all’allora Ente Teatro di Sicilia poi Stabile di Catania, destinato ad imporsi quale realtà produttiva che non ha eguali nel territorio regionale. Sotto la sua egida, due cartelloni – diversi e complementari, paralleli ma convergenti – si snoderanno sui palcoscenici del Verga e del Musco: quest’ultimo rivissuto nuovamente come fabbrica operosa del teatro e della cultura, in cui insediare una compagnia stabile, ma anche sede idonea ad accogliere progetti di residenza artistica e far convergere realtà meritevoli diverse dal TSC. Una strategia incline a fruttuose aperture, con l’obiettivo di fare diventare sistema una rete di produttività solidale. Il Musco sarà perciò aperto tutte le sere, con un’offerta di ben 14 titoli, variegatissimi per genere e stili.

            Produzioni del TSC – Numerosi gli allestimenti prodotti in proprio, a partire dal grande repertorio, con l’inaugurale San Giovanni decollato di Martoglio o Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand. In cantiere le novità assolute di due giornalisti e scrittori siciliani: Salvatore Rizzo con Se’ nummari per la regia di Vincenzo Pirrotta, ed Elvira Seminara con il romanzo Scusate la polvere, che andrà in scena nell’adattamento di Margherita Verdirame, regia di Gianpiero Borgia.

            Doveroso era poi, nel trentennale della barbara uccisione avvenuta per mano della mafia, proporre un testo di Giuseppe Fava, giornalista e drammaturgo particolarmente legato allo Stabile etneo: la scelta è caduta su Foemina ridens, regia di Giovanni Anfuso, che partecipa alle celebrazioni predisposte per l’anniversario. Spazio anche al teatro civile con Vento di tramontana di Carmelo Sardo e Gaetano Savatteri, regia di Federico Magnano San Lio. Infine il trasgressivo Testa di Medusa del francese Boris Vian, scomparso neanche quarantenne nel 1958 e tuttora autore di culto per thriller e romanzi come L’ecume des jours (“La schiuma dei giorni”), da cui è tratto il recente film di Michel Gondry con Audrey Tatou e Romain Duris. La commedia sarà messa in scena da Ezio Donato.

Produzioni ospiti – Di sicuro interesse pure gli spettacoli realizzati da altre realtà nazionali o siciliane, impegnate nella sperimentazione di testi di autori viventi. Così è per La vertigine del drago di Alessandra Mortelliti, con supervisione di Andrea Camilleri, la regia è di Michele Riondino, protagonista insieme alla stessa Mortelliti (produzione Artisti Riuniti). O per Notte segreta, scritta e diretta da Francesco Randazzo (produzione Compagnia “La bottega del pane”) e Margarita e il gallo di Edoardo Erba, regia di Angelo Tosto, con Filippo Brazzaventre (produzione Compagnia delle Isole).

Né mancano classici rivisitati nella messinscena come La bottega del caffè di Carlo Goldoni, regia di Nicola Alberto Orofino (produzione XXI in scena – Etna ‘ngeniousa). O capolavori secolari rivoluzionati nella riscrittura: si pensi a Libero Amleto (“Tinturìa ‘u to nomu è fimmina”) che Rosario Minardi ha tratto da Shakespeare, regia di Carlo Ferreri (produzione Teatro degli Specchi).

Da rimarcare l’apertura agli autori internazionali, da Oh Dio mio! dell’israeliana Anat Gov, regia di Nicola Pistoia (produzione Teatro Vittoria Attori e Tecnici) a Piccoli crimini coniugali di Eric-Emmanuel Schmitt, regia di Alessandro Maggi (produzione Teatro Stabile di Verona).

Alla prosa si affiancheranno articolate e vivaci iniziative culturali: alcune collaudate (gli incontri dedicati a cinema, letteratura, arti grafiche), altre inedite, come il Progetto Iliade, elaborato da Vincenzo Pirrotta dopo il successo dei “Dialoghi con il personaggio”, con il proposito di leggere al pubblico e con il pubblico l’integrale del poema omerico nella traduzione di Daniele Ventre. E ancora la mostra “I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini”, predisposta a corredo dell’omonimo volume degli studiosi Sarah Zappulla Muscarà ed Enzo Zappulla.