Anche per il famigerato concorso dirigenti in Sicilia del 2004, dopo anni, possiamo ben dirlo, di lotte giocate a suon di carte bollate, è arrivato l’epilogo (salvo ulteriori colpi di scena)…di Silvana La Porta (da Vivere, inserto de La Sicilia del 9 dicembre 2010)

Qualche giorno fa il presidente Napolitano, garante delle garanzie costituzionali, carica super partes, che dovrebbe garantire in Italia l’esistenza di uno stato di diritto, ha firmato la legge Siragusa- Vicari, approvata dalle Camere con il fedele appoggio anche del Pd; con essa, per chiamare le cose con il loro nome, perché chiamare le cose con il loro nome, come diceva Rosa Luxemburg, è un atto rivoluzionario, viene ampiamente aggirata la sentenza del Cga, con la quale, in seguito a varie accertate irregolarità, il concorso era stato, almeno nelle intenzioni, annullato.

Invece no. A che serve la sentenza del Cga? E la Costituzione italiana, una delle più belle del mondo, a che serve? In sostanza le prove non verranno reiterate e i dirigenti al quarto anno lavorativo, che sono stati mantenuti in servizio con provvedimento legislativo ad hoc (l’art.1 comma 2 bis della legge 190/2009), faranno una prova scritta sull’esperienza maturata nel corso del servizio, ovvero un argomento conosciuto. Al superamento di tale prova i dirigenti scolastici interessati manterranno le sedi di servizio alle quali sono assegnati alla data in vigore della legge. Coloro che sono ancora in graduatoria di merito sosterranno una prova scritta su un argomento del corso, quindi anch’essi su temi già conosciuti.

Infine ci sono quelli bocciati al famoso concorso: la rinnovazione della procedura, per loro, consisterà nella nuova valutazione degli elaborati, peraltro già corretti e non più anonimi, di cui si dovrà in qualche modo garantire l’anonimato; se approvati potranno partecipare a un corso di formazione che dovrà concludersi con un colloquio selettivo.  Ai vincitori di questa nuova selezione saranno assegnate tutte sedi in Sicilia; la graduatoria avrà validità 24 mesi (Art. 7).

Così accade in Italia, ovvero nella repubblica delle bananas. Sic transit gloria iuris.