Il Governo conferma l’intenzione di non pagare più gli scatti di anzianità: così 1 milione di docenti e Ata saranno sempre più poveri di Anief…

 

09/10/2013

Anche per il ministro Carrozza vanno individuati nuovi criteri per misurare e pagare il merito relativamente al rinnovo dei contratti previsto per il 2014: la dichiarazione resa oggi, proprio mentre è in discussione in Parlamento il DEF 2013 che ha già ricevuto il parere favorevole della VII Commissione della Camera dei Deputati.

Anief-Confedir: non è possibile fermare il potere d’acquisto degli stipendi ai livelli del 2003 e allontanarli sempre più dai livelli europei. Già oggi, a fine carriera un docente percepisce quasi 10.000 euro in meno.

Ora c’è anche il via libera della VII Commissione Cultura della Camera all’intenzione del Governo di cancellare gli scatti di anzianità del personale della scuola in occasione del rinnovo del contratto di categoria: solo i deputati di SEL e del M5S si sono opposti a quanto l’Anief sta denunciando da tempo, ovvero l’attuazione anche per un milione di docenti e Ata del decreto legislativo 150/09, cosiddetto Brunetta, dell’accordo interconfederale del 4 febbraio 2011 (non firmato da FLC-Cgil e Confedir), dell’atto di indirizzo all’ARAN successivo del 15 febbraio 2011, attraverso le scelte predisposte nel DEF 2013.

Nel documento del DEF viene esplicitato che “la valorizzazione del personale docente passa per la definizione di nuove modalità di sviluppo di carriera dei docenti stessi, con l’avvio di un sistema di valutazione delle prestazioni professionali collegato ad una progressione di carriera, svincolata dalla mera anzianità di servizio”.

Ci sono poi altri importanti segnali, tutti indirizzati verso la stessa meta: nel Decreto Legge 104/2013 si conferma, infatti, la volontà di congelare l’anzianità di servizio maturata dai neo-assunti per realizzare gli obiettivi di invarianza finanziaria. E proprio oggi il Ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ha detto a Repubblica.it che serve il “rinnovo contrattuale per gli insegnanti: una nuova forma di contratto, che per molti è un tabù”, facendo intendere il suo assenso al nuovo modello governativo.

A questo punto – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – è evidente la volontà politica di abbandonare la strada degli aumenti per anzianità e intraprendere, in corrispondenza della scadenza del blocco del rinnovo del contratto, quindi a fine 2014, la strada che porterà agli incrementi stipendiali riservati ad una ristretta cerchia di dipendenti particolarmente meritevoli”.

Così – continua il rappresentante Anief-Confedir – dopo aver privatizzato il rapporto di lavoro del pubblico impiego, si compie un altro passo verso la perdita dei diritti dei suoi lavoratori. Senza pensare che in questo modo si vanno a tradire gli articoli 36 e 39 della Costituzione, in particolare il passaggio in base al quale ‘il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro’. L’amara realtà, invece, è che già oggi a fine carriera un docente percepisce quasi 10.000 euro in meno. E che la maggior parte del personale della scuola, dopo cinque anni di blocco imposto agli statali, continuerà a percepire uno stipendio – conclude Pacifico – sempre più vicino alla soglia di povertà”.