Il grande Beethoven di Uto Ughi al Bellini di Catania

Splendida esibizione di Uto Ughi al Teatro Bellini di Catania venerdì 12 aprile (con replica il 13), con un concerto dedicato al grande Beethoven, che ha riempito all’inverosimile (che gioia!) i palchi e la platea del Massimo.

L’anno scorso Uto Ughi ci aveva deliziato con l’impervio e arcinoto Concerto in re maggiore per violino e orchestra op.35 di Pëtr Ili’c Cajkovskij, eseguendo con grande perizia la complessa pagina musicale russa; stavolta ha veramente dominato la scena sonora con il grande lirismo della celeberrima la Romanza n. 2 per violino e orchestra in fa maggiore, conferendo grazia e delicatezza estrema a una bella pagina musicale, superando con perizia le difficoltà tecniche della partitura e dialogando efficacemente con i bravi orchestrali del teatro catanese, diretti dall’intenso Stefanos Tsialis.

Il Concerto per violino e orchestra in re maggiore, op. 61, una delle opere più amate di Beethoven e più ammirate ed eseguite in tutto il mondo, ha poi offerto al grande maestro la possibilità, con la sua impeccabile consueta dinamica, di mettere in rilievo, con un’esecuzione attenta e accurata, i contrasti di carattere ora patetico, ora drammatico, ora combattivo. Tra  trilli,  scale, arpeggi Ughi ha sfoggiato un fraseggio levigato ed elegante senza mai diventare puramente virtuosistico, coinvolgendo il foltissimo pubblico e lasciandolo quasi col fiato sospeso. Affascinante e intenso si è rivelato in particolare il movimento centrale, un Larghetto articolato in un fecondo dialogo fra lo strumento solista e l’orchestra leggera e vivace, che hanno duettato splendidamente.

Grande bis con la Partita in mi maggiore N. 3 BWV 1006 per violino solo di Johann Sebastian Bach, che ha concluso degnamente la bella esibizione del celebre violinista.

La quarta sinfonia di Beethoven ha poi siglato la serata, una sinfonia frizzante, condotta dal direttore greco Tsialis con piglio e bacchetta brillante, in una perfetta intesa con l’orchestra catanese, che davvero ha offerto un’ottima prova.

Un bell’omaggio al celebre musicista di Bonn, grande musica al Bellini. Speriamo sia auspicio di lunga, lunghissima vita al nostro teatro.

Silvana La Porta

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