Il ministro Giannini apre una “linea di credito” sui test Invalsi che potrebbero concorrere per rinegoziare la parte variabile, il contratto dei Dirigenti Scolastici, come pure per gli insegnanti!…(da ceripnews)


È il colmo di un Ministro che parla a ruota libera e non legge neppure quello che dichiarano gli altri in materia, a cominciare dalla stessa presidente dell’Invalsi.
Così mentre è caldissima la polemica sui quizzettini Invalsi nella classe seconda della scuola primaria per le domande trabocchetto che esigevano risposte con interpretazioni personali ed un testo-fiume che i bambini hanno dovuto leggere più volte per capire e per rispondere, e mentre la stessa presidente Invalsi mette in discussione le prove stesse, quanto meno per la parte strutturale delle stesse e soprattutto perché scollegate con le Indicazioni Nazionali e quindi fuori contesto culturale, questo Ministro se ne esce con un’affermazione che fa venire i brividi: le prove Invalsi saranno concorrenti nell’impianto valutativo del nuovo CCNL destinato ai Dirigenti Scolastici ed agli stessi docenti. Quanto basta per beccarsi l’attacco da un’ esponente forzista di un certo peso quale è la responsabile nazionale Scuola, Università e Ricerca di Forza Italia, Elena Centemero che accusa di Ministro di renzismo elettorale e le chiede di passare dalle parole ai fatti.
Nel senso che FI chiede al Ministro di fare quello che non hanno saputo fare loro quando erano al governo del Paese e sperano che la linea di tendenza delineata dal Ministro su “valutazione del merito” e “qualità della scuola” porti acqua inattesa e rivitalizzi il mulino forzista ormai fermo da anni. In questo senso, guarda caso, la Centemero , a nome del suo partito, si dichiara disponibile a fare un’opposizione costruttiva e responsabile!
Giochini da campagna elettorale? Forse, ma non solo. Sta di fatto, per dirla tutta fino in fondo, che mentre non si capisce più tanto bene che fine abbia fatto il Progetto Vales per i Ds in servizio, viene riaccreditato l’Invalsi con le sue provettine che non accertano niente e che non possono accertare niente rispetto ad un determinato contesto socio-economico, socio-culturale e familiare, ma che guarda caso diventano strategiche per parlare di “qualità” e “merito” sia per i Ds che per i docenti.
Quanto al resto delle prove Invalsi è meglio stendere un velo pietoso perché quest’anno, almeno finora, si è oscillato fra il banale e l’ovvio; affermo questo chiarendo che personalmente non sono contro i test e le domande a scelta multipla. Affatto.
Prima che me lo ricordi qualcuno, preciso che negli anni passati sono stato anche fautore e propugnatore proprio di queste prove, solo che crescendo culturalmente, professionalmente e soprattutto studiando molto la produzione docimologica straniera, soprattutto quella prodotta nei Paesi dove queste prove dapprima osannate, da qualche anno sono messe in discussione in termini di coerenza interna, attendibilità e gestione, è naturale riorientarsi e fare una ragionevole critica che impatta con l’affermatività assoluta sulla validità delle provettine Invalsi, che sembra dilagare a livello nazionale.
Se si leggono poi cretinate a raffica, che dovrebbero però servire ad accertare il livello culturale medio della popolazione scolastica nazionale, è anche peggio!
(ninni bonacasa)