altInsomma la scuola italiana non è Frankenstein: non è ci metti il giorno libero dei studenti francesi, la “meritocrazia” testarola di quelli americani, un pizzico di OFSTED de’ noantri mutuato dagli inglesi e la formazione professionale di quelli tedeschi, agiti un po’ e ti viene il cocktail giusto. Anche perché le scuole col salotto dei finlandesi, quelle sicuramente non le abbiamo.

 

 

 

 

 

 

 

Il ministro Profumo e i (troppi) compiti a casa

di Franco Labella – 3 aprile 2012

Troppa scuola fa male. E non parliamo dei compiti…

Seconda puntata. Aveva cominciato la giovane scrittrice di favole a sostenere che troppa scuola fa male. La conseguenza: i tagli per i percorsi dei nuovi Licei e per i percorsi vecchi e nuovi di Tecnici e Professionali.

Con qualche paradosso come un numero inferiore di ore di Matematica nei Classici rispetto alle sperimentazioni PNI e perfino meno ore di Inglese e niente più compresenze dei madrelingua nei Licei Linguistici. Alla faccia dei risultati OCSE-PISA e della scuola delle tre I.

Arriva il nuovo governo e uno si aspetta novità. L’ultima è una presa di posizione del ministro Profumo favorevole ad una riduzione dei compiti a casa.

In Francia, in questi giorni, le associazioni dei genitori stanno conducendo una battaglia in quella direzione.

Noi siamo come la Francia? Direi decisamente di no. Bisogna che gli insegnanti siano smart, ha detto il ministro. Traduzione: sarebbe “acuto, abile” ma si traduce meglio con “fatevi dritti”. Date i compiti senza che appaiano tali. Boh, uno invoca rigore e qui siamo allo smart.

Hai voglia a spiegare a studenti e genitori che lo studio è allenamento e che meno ti alleni e meno segui. Non sono smart evidentemente e anche poco francese. Solo che il sistema scolastico francese è un filino differente dal nostro.

Insomma la scuola italiana non è Frankenstein: non è ci metti il giorno libero dei studenti francesi, la “meritocrazia” testarola di quelli americani, un pizzico di OFSTED de’ noantri mutuato dagli inglesi e la formazione professionale di quelli tedeschi, agiti un po’ e ti viene il cocktail giusto. Anche perché le scuole col salotto dei finlandesi, quelle sicuramente non le abbiamo.

Da noi è tanto quando non vengono giù i vetri, come a Napoli qualche settimana fa o i controsoffitti e non cito il luogo per non rinnovare il dolore dei genitori del ragazzo morto così.

Quella italiana è la scuola della Gelmini dove per tagliare anche i vecchi percorsi, si studia meno Scienza delle Finanze che sarebbe poi quella che aiuta a capire meglio il commento che segue.

Ma il ministro Profumo cita la moglie che lo informa del fatto che esistono i siti dove scopiazzare le versioni di latino. Embè? Studiare meno perché si internetta di piu’? Che qualcuno informi il ministro che, come conferma la mia esperienza di docente e pure esaminatore Ecdl, quasi nessuno degli studenti sa la differenza tra cercare su Google Profumo di scuola (dove ti viene fuori magari Dolce e Gabbana o il Monte de’ Paschi) e “Profumo di scuola” con le virgolette dove ti viene fuori questa rubrica.

Non parliamo poi del copia e incolla che non salva né la consecutio temporum e manco gli svarioni temporali. E siccome i miei studenti usano Internet molto e male, bisogna che facciano meno ore di Economia e pure senza assegno a casa?
Non sarò smart sicuramente, preferisco i trattori…

La sanzione sociale

La discussione sembrava chiusa ma ci ha pensato un altro ministro, quello dello Sviluppo economico Corrado Passera, a proseguire quanto aveva detto tempo fa Attilio Befera a proposito di evasori e senso civico.

Come leggerete nelle Citazioni, Passera invoca sanzioni sociali oltre che giuridiche per chi non paga le tasse. Befera in contemporanea ha ribadito la la necessità di “un cambio di cultura per superare l’emergenza dell’evasione”.

In un libro appena uscito di Marcello Dei Ragazzi si copia. A lezione di imbroglio nelle scuole italiane, la tesi dell’autore è che la scuola è il luogo dove l’individuo deve compiere il suo apprendistato di cittadino imparando a rispettare le regole e a far suo il senso della legalità.

Allora ministro Profumo, dopo esserci occupato dei troppi compiti degli studenti, potremmo anche ragionare di Diritto, Economia, Costituzione? Che nelle scuole superiori italiane dopo lo tsunami Gelmini non ci sono più. O i ministri tecnici per queste cose non hanno tempo?

CITAZIONI

Manette agli evasori o pandette agli studenti?
“Sono importanti le operazioni di polizia ma un risultato ancor piu’ importante lo avremo raggiunto quando contro l’evasione fiscale scatterà una vera sanzione sociale” (così il ministro Corrado Passera a Cernobbio al Forum Ambrosetti)

In genere i ministri economici lavorano come si dice “di concerto” fra loro. Magari sulla educazione civica e finanziaria Passera potrebbe farsi una chiacchierata col ministro dell’Istruzione.

Far ritornare a studiare Diritto, Economia e la Costituzione male non farebbe e, forse, avremmo minor tintinnìo di manette e qualche Codice studiato in più. Anche perché nella Francia tanto amata da Profumo c’è le Licèe economique et sociale. Se proprio dobbiamo copiare….

http://www.unita.it/scuola/il-ministro-profumo-br-e-i-troppi-compiti-a-casa-1.397911