A Lecco una quindicenne si presenta al Pronto Soccorso dell’ospedale: i medici le riscontrano contusioni varie, la medicano e le danno una prognosi è di 5 giorni. Da lei non parte alcuna denuncia, ma il referto medico finisce sulla scrivania del posto di polizia dell’ospedale. Così parte l’inchiesta e la ragazza racconta cosa le è successo a scuola: il prof mi ha spinto a terra e preso a calci. Perché? Avevo chiesto di uscire durante l’ora di lezione…

Fino a qualche tempo fa i docenti implicati in fatti di violenza si contavano davvero sulla punta delle dita. Oggi, invece, anche per via di sistema di mass media più capillare e interattivo, il numero di casi sembra in decisa crescita. L’ultimo, in ordine cronologico, arriva da Lecco, dove un insegnante avrebbe spinto a terra e poi preso a calci una studentessa quindicenne che aveva chiesto di uscire durante l’ora di lezione.

Il docente insegna una materia umanistica e forse ha ritenuto l’interruzione così inopportuna da scatenare quella reazione.

“Nei suoi confronti – scrive l’Ansa – è già scattata la denuncia per lesioni. L’episodio risale ad alcuni giorni fa nel capoluogo lecchese, e la notizia è trapelata nelle ultime ore (il 21 novembre ndr) con l’indagine della Polizia di Lecco, coordinata dalla Procura. I fatti. In un istituto superiore della città manzoniana una studentessa chiede di assentarsi per alcuni minuti dalla classe. L’insegnante le dice di no e ne nasce un diverbio. Sembra che il docente arrivi ad insultare pesantemente la ragazzina che probabilmente non accetta di essere trattata così e forse replica. Il docente a questo punto perde l’autocontrollo. Spintona la ragazza che cade per terra e prima che lei riesca a rialzarsi le tira anche un paio di calci. Tutto questo sotto gli occhi allibiti dei compagni che poi confermeranno la versione alla polizia”.

Non è ancora chiaro se la studentessa sia rientrata in classe e se ha terminato la giornata di lezioni. Oppure se ha chiamato qualche conoscente per farsi accompagnare al Pronto Soccorso dell’ospedale Manzoni di Lecco. In ogni caso, i medici le riscontrano contusioni varie, la medicano e la lasciano andare via. La prognosi è di 5 giorni. Da lei non parte alcuna denuncia, probabilmente neppure ci pensa. Ma il referto medico finisce sulla scrivania del posto di polizia dell’ospedale. E così parte l’inchiesta.

Alla polizia, la ragazza racconta cosa le è successo a scuola. La sua versione viene confermata dai compagni di classe. Di sicuro ce ne è abbastanza per far partire la denuncia per lesioni e lo stesso prof non prova neppure a negare del tutto, ma cerca di minimizzare l’accaduto: la sua è stata solo un’esplosione di rabbia. L’indagine della polizia e dell’ufficio minori della Questura di Lecco è alle battute iniziali. Il docente rischia oltre al rinvio a giudizio, anche un provvedimento da parte del direzione scolastica lecchese. Si sono già mossi gli organi collegiali dell’istituto, e il preside ha avviato gli accertamenti interni.

“Sto attendendo i documenti poi li valuterò attentamente e prenderò i provvedimenti del caso”, ha già detto ai cronisti il provveditore territoriale di Lecco, Tiziano Secchi.

Se le accuse rivolte al docente dovessero essere confermate, molto difficilmente riuscirà ad evitare la sospensione dal servizio. E forse anche qualcos’altro.

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