È in questa strettoia (che forse è meno angusta di quello che sembra) che forse si trova un passaggio. Perché, per quanto sia “estraneo al sistema” e “diverso”, è difficile che Grillo voglia ballare da solo. 

 

 

IL SIGNOR G. BALLA DA SOLO?

di Furio Colombo – Il Fatto Quotidiano – 28 febbraio 2013 – pag. 1

C’è una proposta di Bersani. Annuncia di voler portare al nuovo Parlamento una proposta nuova e drammatica che tocca in modo chiaro e diretto i punti più discussi e criticati e disprezzati della politica come è stata vissuta fino ad oggi: il finanziamento dei partiti (o rimborso delle spese elettorali), la legge elettorale, il numero dei parlamentari delle due Camere, il modo di trovare risorse e aiuto per chi ha pagato più cara (o ha sente di avere pagato da solo) l’austerità. C’è una risposta di Grillo, pronta, ferma e dura. Una risposta che però si evolve di frase in frase, come cambia una voce quando passa da un ambiente esterno a un ambiente interno. In questo caso, dalla piazza e dal comizio elettorale (“un morto che parla, uno stalker”) a un interno, per esempio l’aula del Parlamento. Infatti è una dichiarazione che sembra scivolare nel puro e semplice rifiuto con disprezzo, frena il disprezzo e presta attenzione al modo di uscire, come dire, sia dalle parole che dal labirinto politico. Il fatto è che alla fine “noi voteremo tutto ciò che possiamo condividere”. L’atmosfera è un po’ quella della Notte dell’Oracolo di Paul Auster: apparentemente non c’è via d’uscita, se non voti la fiducia, non voti nulla perché non c’è un governo che possa proporre qualcosa. Ma, nello stesso tempo, se ti impegni a votare qualcosa, vuol dire che qualcosa accadrà in una ipotetica “fase uno” perché si possa cominciare il lavoro“ come fa Crocetta” (dicono in tanti riferendosi alla Sicilia dove lo M5S ha portato persone diverse ma non il rovesciamento dei tavoli) in una ipotetica “fase due” di lavoro parlamentare che qualcuno crede di intravedere e a cui l’editoriale del direttore faceva un riferimento su questa pagina ieri mattina. Se confronti frase per frase diresti che non può accadere, se pensi che tutta questa gente nuova è arrivata per iniziare una politica diversa, allora capisci che prima di discutere su quanto e come questa politica sarà diversa, bisognerà cominciare. È in questa strettoia (che forse è meno angusta di quello che sembra) che forse si trova un passaggio. Perché, per quanto sia “estraneo al sistema” e “diverso”, è difficile che Grillo voglia ballare da solo.