Il 4 agosto 2011, per autorizzare le immissioni in ruolo 2011/12 su tutti i posti posti allora vacanti…(da professione insegnante)

 

 

Immissioni in ruolo 2013, no su aliquote ma sul 100% dei posti vacanti.

Il 4 agosto 2011, per autorizzare le immissioni in ruolo 2011/12 su tutti i posti posti allora vacanti, Tremonti e la Gelmini imposero un contratto baratto concordato e siglato da CISL UIL SNALS e FGU ex Gilda, in pratica si impose un maxigradone economico con il primo scatto a nove anni, prodromo del raffreddamento della carriera economica per tutti i docenti italiani; in piena estate, a scuole chiuse, si barattava il sacrosanto diritto alla stabilizzazione, dopo anni di contratti a tempo determinato, con un raffreddamento della carriera economica, sottraendo un diritto previsto dal contratto collettivo nazionale vigente. Un sacrificio inutile, un’ennesima fregatura sindacale a disdoro dei firmatari di quel vergognoso contratto agostano; se è vero come è vero che per il 2012/13 si è ritornato ad assumere su aliquote dal 62% al 65% dei posti disponibili e vacanti dopo la mobilità 2013, mentre per le prossime immissioni le aliquote dovrebbero scendere al 52%-55%.
Insomma al danno è subito sopraggiunta la beffa, l’anno dopo. Ecco perché bisogna che per il 2013/14 e per gli anni a seguire i posti, autorizzati dal MEF, per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro dei docenti, non possono e non devono più essere definiti su aliquota, in percentuale, ma devono essere tutti quelli disponibili e vacanti dopo le operazioni di mobilità, il 100%. Questa è una richiesta sacrosanta che oggi, alla vigilia delle prossime immissione in ruolo, va ribadita con forza, anche alla luce dei disastrosi effetti sul turn over nella scuola, determinati dall’entrata in vigore della Legge Fornero. I sindacati, la politica, il governo, il ministro pro tempore, ognuno di loro, per la loro parte, faccia la sua parte senza più contratti baratto. Basterebbe un emendamento al decreto del Fare: ” I posti annualmente autorizzati dal MEF, su proposta del Ministro dell’Istruzione, per le immissioni in ruolo dei docenti, sono pari al 100% dei posti disponibili e vacanti dopo la mobilità”.