Immissioni in ruolo 2014, si parla di 29.000 posti: il criterio di scelta

Dobbiamo aspettarci un numero considerevole di immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2014-2015?
Sembrerebbe proprio di sì, secondo quanto affermato dal sottosegretario del Miur, Gabriele Toccafondi, come conseguenza di un’interrogazione parlamentare della senatrice Donella Mattesini. Vediamo più da vicino quali sono le previsioni in merito e soprattutto quale sarà il criterio che verrà adottato per le immissioni in ruolo.

Immissioni in ruolo 2014, si parla di 29.000 posti: il criterio di scelta

Dunque, il sottosegretario Toccafondi ha parlato di ‘numero elevato’: il primo quesito che sorge spontaneo è quello relativo a quello che sarà il numero delle immissioni in ruolo. La proposta del Ministero dell’istruzione è pari a 29.000 posti, motivati secondo il seguente criterio di richiesta: quattordicimila  docenti serviranno a coprire il buco lasciato dai pensionamenti intervenuti nel frattempo. Coloro che ne dovrebbero beneficiare quasi sicuramente saranno gli ultimi settemila vincitori del concorso istituito dall’ex ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, concorso risalente al 2012 (N. 82); gli altri settemila nominativi verranno individuati dalle graduatorie a esaurimento.
L’altra metà (circa) delle nuove immissioni in ruolo ipotizzate per l’anno scolastico 2014/2015,  saranno costituite dalle quindicimila assunzioni sul sostegno, ovvero la seconda ‘tranche’ di stabilizzazioni inizialmente contenute nel decreto Carrozza, risalente all’autunno 2013.

Il sottosegretario Toccafondi ha precisato, in seguito all’interrogazione parlamentare della senatrice Mattesini, che per le immissioni a ruolo si farà riferimento all’articolo 399 del decreto legislativo n. 297 del 1994, nel quale viene esplicitamente affermato che l’accesso ai ruoli del personale docente deve avvenire per il 50 per cento dei posti vacanti e disponibili per concorso e per il 50 per cento dei posti mediante scorrimento delle graduatorie ad esaurimento.

L’auspicio del Miur è quello di riuscire ad arrivare, dunque, ad un numero cospicuo di immissioni in ruolo in considerazione di quanto previsto dall’articolo 15 del decreto-legge n. 104/2013 sul piano triennale di assunzioni, anche per quanto riguarda il sostegno.

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