Le immissioni in tre anni ( eccettuate le immissioni su posto di sostegno), è forse meno del turn- over, cioè dei posti che si libereranno nei prossimi anni per il pensionamento dei docenti pur con la legge Fornero…(inviato in redazione da Libero Tassella)

 

 

Ricordo comunque alcune cose: che il decreto, che è passato alla Camera la scorsa settimana, non prevede affatto l’immissione in ruolo su tutti dico tutti i posti vacanti e disponibili per l’anno in cui si effettuano le immissioni in ruolo, continuando così a praticare il penalizzante criterio di immissione in ruolo su aliquote inferiori al 100% di posti di fatto vacanti dopo la mobilità ed inoltre prevede per gli immessi in ruolo una speciale sessione negoziale che faccia sì che l’immissione in ruolo non costi allo Stato più dei contratti a tempo determinato, in parole povere, i docenti che saranno immessi in ruolo nel prossimo triennio, resteranno a stipendio iniziale come i supplenti annuali per un numero di anni che sarà definito in sede di contrattazione MIUR- OOSS.

Ricordo che nel 2011, in occasione di un altro piano triennale di immissione in ruolo, peraltro non rispettato nei numeri, un accordo negoziale di tal fatta, firmato da CISL UIL SNALS e FGU con l’esclusione della FLC CGIL, ha bloccato lo stipendio dei neo assunti per 9 anni, accorpando il primo (0/2) e il secondo gradone (3/8) stipendiale previsti dal CCNL. In partica ti assumo con contratto a tempo indeterminato, neanche su tuti i posti vacanti, mi metto così a posto con l’Europa , ma ti continuo a pagare come supplente per un numero imprecisato di anni, su questo lasso temporale mi metterò d’accordo con le OOSS rappresentative prima di assumerti in ruolo. Questo è il messaggio che invia lo Stato invia ai neo immessi in ruolo, spesso precari da tanti, troppi anni. Ricordo altresì, per amore della verità, che un emendamento in sede di voto alla Camera tendente a eliminare tale sessione negoziale, presentato dal M5S, è stato bocciato. Rebus sic stantibus, si fa normale amministrazione quindi, come sempre e anche in maniera penalizzante per chi sarà immesso in ruolo nel prossimo triennio e ciò lo si spaccia per una grande vittoria, un’inversione di tendenza a sentire il Ministro, alla propaganda però, noi preferiamo la realtà.

 

LIBERO TASSELLA