Potenziamento dei laboratori per una nuova didattica progettuale e ripristino delle ore laboratoriali nei primi due anni degli istituti tecnici e professionali…

Concorsi nazionali banditi ogni due/tre anni per assumere i docenti, da affiancare all’altro canale di reclutamento, per il 50%, rappresentato dallo scorrimento delle graduatorie dove stazionano i5omila precari storici. Scuole aperte anche di pomeriggio. Alternanza scuola-lavoro obbligatoria. Il premier, Matteo Renzi, ha deciso di accelerare sul “pacchetto Scuola”, dopo la cancellazione di “Quota 96″ per gli insegnanti. Il presidente del Consiglio ha già ricevuto a metà luglio un dossier con le principali proposte elaborate dai cantieri di esperti e tecnici del Miur (si vedano le anticipazioni sul Sole del 15 luglio); e nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro con il ministro Stefania Giannini in vista della definizione esatta delle misure su cui il Governo deciderà di puntare per rilanciare l’istruzione (misure che verranno annunciate in un apposito Consiglio dei ministri di fine agosto-primi settembre). In attesa di capire come verrà risolto il nodo del pensionamento di circa 4mila insegnanti bloccati a lavoro dalla riforma Monti-Fornero; va comunque detto che il piano contenuto nelle bozze del Miur è già di per sé piuttosto ambizioso e molto oneroso. Per esempio, l’obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro di zoo ore annue negli ultimi due anni di tecnici e professionali ha un costo stimato di 75 milioni l’anno. Nei documenti consegnati a Matteo Renzi si ipotizza anche l’introduzione di un credito d’imposta (“school bonus”), sulla falsariga dell’art bonus, e di meccanismi di incentivazione (“school guarantee”) per i privati che investono nella riqualificazione dell’istituto o in iniziative di orientamento (soprattutto al lavoro). Costo stimato di entrambe le misure? Almeno 200 milioni. Il ministero dell’Istruzione vorrebbe pure ripristinare la storia dell’arte nel biennio dei licei e degli istituti a indirizzo turistico (si calcola una spesa di 25 milioni); e si punta a riportare nelle scuole primaria l’educazione musicale e a introdurre in quelle dell’infanzia i percorsi di apprendimento precoce della lingua straniera. Misure non a costo zero. Ma se un rafforzamento del legame scuola-imprese-competenze è un «passo avanti che oggi è fondamentale fare», sostiene il dg per gli Ordinamenti scolastici del Miur, Carmela Palumbo, più delicate, invece, appaiono le partite su valutazione, orario di lavoro dei docenti e gestione del personale precario. A settembre dovrebbe decollare il sistema nazionale di valutazione, con le scuole che saranno chiamate ad autovalutarsi, prima delle verifiche dell’Invalsi e degli ispettori ministeriali. È probabile che nell’elaborando pacchetto Scuola possa essere inserita qualche misura di potenziamento dell’Invalsi. È tuttora invece in discussione qualche intervento sull’orario di lavoro, per premiare il personale che dà una maggiore disponibilità. Un tema sensibile, però. Già Francesco Profumo provò ad allungare da 18 a 241e ore di didattica dei docenti. Ma poi fu costretto a fare marcia indietro. Sul fronte precariato, invece, nelle bozze del Miur per ora è ipotizzata una misura per ridurre drasticamente le supplenze di un solo giorno, massimo di una settimana, utilizzando personale di ruolo. C’è poi l’attesa per la sentenza della Corte Ue sull’abuso dei contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi. Se sarà di condanna, si rischia una stabilizzazione massiccia (e costi per centinaia di milioni di euro). A meno di qualche intervento normativo che scongiuri il rischio.

Carlo Tucci Il sole24ore