In carcere la supplente sorpresa in atteggiamenti intimi con un alunno del milanese di A.G…(da La tecnica della scuola)

A quattro anni di distanza dal fatto, accaduto in un istituto di primo grado di Nova Milanese, la sentenza di 2 anni e 4 mesi di reclusione diventa definitiva: la Procura generale ha emesso un ordine di carcerazione. Così i carabinieri sono andata a prelevarla a casa dei genitori della donna, a Pietracatella, nel Molise, dove la donna era tornata subito dopo la denuncia nei suoi confronti.

Il parere della magistratura contabile e penale non sempre coincide. Certo, i parametri ed il merito di giudizio sono diversi, però fa un po’ pensare il diverso epilogo della vicenda della supplente di matematica, nativa del Molise, sorpresa nel novembre del 2006 da una collega di un istituto di primo grado di Nova Milanese in atteggiamenti intimi con un alunni, davanti ad altri quattro, durante un’esercitazione di laboratorio: la docente era appoggiata con la schiena al muro, davanti un ragazzo in mutande, due con i pantaloni aperti e altri due seduti sui banchi. Ad inizio 2010 la Corte dei Conti della Lombardia ha prosciolto la docente dall’accusa che l’istituto scolastico le aveva mosso per danno all’immagine: per i giudici la donna non aveva cagionato alcuna pubblicità negativa alla scuola, annullando in tal modo la prima sentenza che condannava la donna a pagare 4.446,27 euro, dieci volte quanto guadagnato in 17 giorni di supplenza. Completamente diverso è stato l’esito della denuncia presentata dai genitori dei ragazzi, all’epoca 14enni: i magistrati penali hanno infatti condannato l’insegnante supplente a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Una pena su cui ha pesato anche la calunnia. La donna, oggi 37enne, ha infatti sempre dichiarato di essere stata costretta a subire gli atti sessuali su pressioni dei ragazzi. E i penalisti, soprattutto sulla base delle testimonianze fornite dagli alunni, non le hanno creduto. Pochi giorni fa la sentenza di condanna è diventata definitiva: la Procura generale di Milano ha emesso un ordine di carcerazione. Così i carabinieri di Sant’Elia a Pianisi, in provincia di Campobasso, hanno suonato a casa dei genitori della donna, nella vicina a Pietracatella, dove era tornata subito dopo la denuncia nei suoi confronti. A quattro anni di distanza dai fatti, per la donna si sono aperte le porte del carcere: se sconterà la pena per intero vi rimarrà per 26 mesi.