Lisette Oropesa, soprano statunitense di origini cubane, è una star internazionale che è giunta per la prima volta in Sicilia il 6 agosto, offrendo al pubblico catanese una serata di grande musica.

Con la sua voce soave si è infatti inaugurata alla Villa Bellini la prima edizione  del Bellini fest, presentata dall’infaticabile giornalista Caterina Rita Andò, alla presenza dell’assessore regionale alla cultura  Manlio Messina e al sovrintendente del Teatro Massimo Giovanni Cultrera. Un festival che, dal 6 agosto al 6 ottobre,  si preannuncia ricco di eventi (opere, concerti, danza, teatro, rassegne cinematografiche, incontri culturali, tavole rotonde) per un omaggio al Cigno catanese davvero a 360 gradi.

E la Oropesa, dimagrita di ben 40 chili sulle orme di Maria Callas, con una linea da far invidia, accompagnata dall’orchestra del Massimo diretta da Fabrizio Maria Carminati, direttore artistico della kermesse e del Teatro Massimo Bellini, specialista del repertorio italiano a cavallo tra Otto e Novecento, già alla guida del Teatro Donizetti di Bergamo e dell’Arena di Verona, ha davvero deliziato i numerosi spettatori con un programma ricco e vario che ha toccato tutte le pagine più belle delle opere belliniane. Ma soprattutto ha portato sulla scena le donne più celebri del grande compositore, da Amina alla Straniera, da Elvira a Bianca fino ad Alaìde, cinque eroine tragiche indimenticabili.

Così, dopo la bellissima Sinfonia dalla Norma, il soprano d’agilità, accompagnato dal dinamico coro istruito da Luigi Petrozziello, ha trasportato gli ascoltatori nel magico mondo di Vincenzo Bellini,  dal Recitativo e Cavatina di Amina «Care compagne» – «Come per me sereno» (La sonnambula) al bellissimo Recitativo e Romanza di Giulietta «Eccomi in lieta vesta…» «Oh! quante volte, oh! quante» (da Romeo e Giulietta) fino alla Scena d’Elvira «O rendetemi la speme» – «Qui la voce sua soave» (I puritani), il tutto intervallato dalla belle sinfonie dal Pirata e da Adelson e Salvini.

Non a caso Lisette Oropesa è prossima al debutto scaligero con I Capuleti e i Montecchi: perché davvero Bellini, come ha dimostrato nella serata catanese, è l’autore da lei più adorato e che molto si presta alla sua vocazione di soprano lirico e lirico-leggero, mettendo in luce le sue doti e le sue caratteristiche vocali.

Grazie, eleganza, tecnica invidiabile: la Oropesa ha svelato intera la sua formazione da musicista (ha studiato con passione il flauto) in precisione, chiarezza e attenzione al fraseggio, attenta a non velocizzare il canto, mantenendo il legato alla direzione di ogni frase.

Qualità che sono emerse, tra uno scrosciare di applausi, nei due richiestissimi bis con la splendida aria “Ah, non credea mirarti” dalla Sonnambula e, naturalmente, la Casta Diva dalla Norma, che ha interpretato con grande perizia ed espressione.

Un bellissimo e convincente inizio, dunque, per il BelliniFest, che prosegue alla grande mercoledì 11 agosto (con replica il 13) con la messa in scena del Rigoletto diretto da Placido Domingo al Teatro antico di Taormina.

Silvana La Porta