altIl patto è: vi togliamo sì molte risorse, ma vi diamo in cambio tanta autonomia. Scambio, se non proprio equo, almeno equino… (accenna un sorriso). La battuta  è di Silvio; me la sono trascritta. A me piacciono molto le battute di Silvio. E mi piaceranno almeno per un po’. Non so ancora per quanto.

 

 

 

 

 

 

Inizio d’anno, rapporti nel Consiglio, prospettive. Intervista verace al Ministro Gelmini

di Aristarco Ammazzacaffè – Lun, 19/09/2011 – 14:20

– Una domanda iniziale d’obbligo, signor Ministro: come comincia questo nuovo anno scolastico?
“Molto, molto bene. Ma mi permetta di dire subito una cosa, per  rassicurare il mondo della scuola e prima che qualcuno insinui: i tagli agli organici e ai fondi per le scuole continueranno tutti. Nessuna preoccupazione al riguardo. Forse qualche  taglio in più, vedremo. Ma, ora come ora, non voglio impegnarmi oltre. Io comunque non deludo mai. Questo mi han detto di dire e questo dico.”
“Anche sulle nomine dei Dirigenti Scolastici reggenti, tutto a posto. Nessun timore. Ogni Istituto avrà il suo DS, anche se la metà almeno delle scuole lo vedrà solo di passaggio o col binocolo. A scelta.  Per ovviare a questo possibile inconveniente, qualche DS non ubiquo (ce n’è purtroppo, facciamocene una ragione) ha pensato, in autonomia e meritoriamente,  ad una sua gigantografia da mettere comunque negli uffici di presidenza delle varie scuole. Con tanto di cassetta delle lettere e scritta: ‘L’angolo della comunicazione interattiva’. E’ un’idea che abbiamo molto apprezzato. Noi apprezziamo le idee geniali”.

– Ritorniamo, se permette, signor Ministro, ai problemi che stanno vivendo le scuole in questo nuovo avvio.
“Continuo a dire che non vedo problemi di nessun tipo. Certo ci sono, in molti casi, classi sovraffollate, nomine dei supplenti temporanei ancora in alto mare, esoneri e semiesoneri ai vicepresidi in grandissima parte saltati per la manovra di luglio, ecc., ecc.. Ma è tutto comunque nella norma.”
”Avrete notato, d’altra parte, che noi non ci fermiamo mai ai problemi degli anni precedenti. Li aumentiamo. Siamo per la crescita. Quest’anno, ad esempio, ai problemi presistenti ne abbiamo aggiunto di nuovi, come quello, già accennato, delle reggenze e della riduzione degli esoneri e semiesoneri. Quest’ultima la  considero addirittura – se siete d’accordo, altrimenti niente – una vera e propria sfida per la scuola dell’autonomia. Qui si potrà veramente saggiare la capacità di organizzazione e di resistenza dei DS. Prevediamo, al riguardo, per chi sopravviverà, nientemeno che encomi pubblici consegnati direttamente da Silvio. Ci abbiamo già pensato. Ma anche viaggi premi e soggiorni gratis in località termali e terapeutiche, con assistenza psichiatrica. Volendo.”
“E c’è dell’altro: un taglio del 38% ai i fondi per l’autonomia. Un vero record. Mi sa che passerò alla storia. Ci tengo tanto. Che dice: ce la potrò fare?”
 
– Insomma, tutto bene, nonostante quello che si vede in giro e che scrivono i giornali.
“Qualche neo, ma niente di che. Comunque io vigilo”.
 
– Cioè?
“Mi informo, faccio cose, prendo appunti. Prendo molti appunti”.
 
– E poi?
“Poi leggo. C’è chi, prima d’addormentarsi, legge racconti, storie. Io leggo appunti”.
 
– Interessante. E le riforme?
“Certo, le riforme. Comunque, anche qui tutto molto bene. Ma a cosa allude con precisione?”
 
– Pensavo, per esempio, al riordino delle superiori.
“Il riordino? Ah sì. Ma il riordino, se non sbaglio, c’è già stato! E, mi creda, non si poteva tagliare di più. Altrimenti le famiglie, potendo, avrebbero iscritti i loro figli tutti alle private. Che sarebbero state messe in difficoltà con tante nuove iscrizioni. E noi alle private teniamo”.
 
– Ma le proposte di Linee guida per una nuova didattica e saperi più aggiornati? I Dipartimenti? I Comitati Tecnico Scientifici di cui si è tanto parlato? Ci sono già idee operative per dare gambe?
“Gambe-gambe proprio no. Stiamo vedendo per qualche stampella. Comunque, le idee girano. E poi si rigirano anche. Proprio come i calzini. Tuttavia, per quanto ne sappia, noi contiamo molto sull’autonomia delle scuole. Lo vado ripetendo in giro. Il patto è: vi togliamo sì molte risorse, ma vi diamo in cambio tanta autonomia. Scambio, se non proprio equo, almeno equino… (accenna un sorriso). La battuta  è di Silvio; me la sono trascritta. A me piacciono molto le battute di Silvio. E mi piaceranno almeno per un po’. Non so ancora per quanto. Vedremo.”
“È anche in quest’ottica che abbiamo tagliato del 38% i fondi previsti per lo sviluppo dell’autonomia, di cui ho detto prima. I tagli – sottolineamolo ancora una volta, per quei persi della CGIL che non vogliono capire – non fanno sempre male. Anzi. E spendere soldi, si sa, è impegnativo. Non vorremmo, con nuove spese,  affaticare di più le scuole, che hanno già le loro gatte da pelare. Noi a queste cose ci pensiamo”.
 
– Ma così salta completamente, tra l’altro, anche la formazione dei docenti.
“È vero. Però  mi han fatto capire che va bene così.”
 
– In che senso?
“Non saprei. Non ho approfondito. Ma, penso, nel senso giusto. Sa, nelle riunioni di governo, non posso fare tante domande, altrimenti…..”
 
– È chiaro. E sulla valutazione del personale?
“Come tutti sanno, l’operazione dello scorso anno è perfettamente riuscita. Per come l’abbiamo gestita,  il risultato ha superato le attese: per dieci anni non se ne farà più niente, anche se purtroppo dovremo ancora parlarne.  Soprattutto per Brunetta che è una piattola. Anche lo scorso anno mi sono mossa perché ha insistito lui. Si doveva sposare e non volevo contraddirlo. Sa, lui è il tipo che, da quando non lo fa più Silvio, che adesso ha il pensiero fisso a Ruby e ai giudici, allunga le mani sotto il tavolo durante il Consiglio dei Ministri. Sposandosi, ho pensato…. Poi, sa come sono i miei colleghi di governo!”
 
– Come sono?
“Ce l’ha presente La Russa? È proprio come sembra. Sa che a volte viene alle riunioni con la tuta mimetica e gli anfibi per fare colpo sulla Carfagna o sulla Prestigiacomo? All’inizio sbavava – letteralmente – per me. Ma gli ho detto che l’avrei riferito a mio marito, che è un pezzo d’uomo, e la cosa è finita lì.”
“Non parliamo poi di Bossi che, quando non sa che fare, nel bel mezzo delle riunioni, per far capire  che lui c’è, alza il dito medio e fa pernacchie – che adesso tra l’altro gli vengono anche male – . E mica finisce qui! Poi si tira sù e, all’improvviso,  si mette a tirar pugni a ripetizione contro le mani aperte e sempre allertate di Calderoli. Ma si può? Ma un po’ di dignità, per Dio! Me lo lasci proprio dire! Anche se non dovrei.”.
 
– Ma si figuri! Però Sacconi le è simpatico.
“Sacconi? Quello delle uscite ultime e precedenti? No, quello non è normale”.
 
– Proprio?
“Lo chieda a sua madre!”
 
– Accennava ai Consigli dei Ministri. Ma come sono?
“Decisamente molto interessanti. Si prendono appunti e si imparano tante cose. Basta non seguire. A volte, sa, durano anche più di un’ora scarsa. Il giro è sempre quello: comincia Silvio che introduce gli argomenti parlando dei giudici e finisce con una barzelletta a risata prescritta; Frattini alza la mano e sta lì; Silvio dice a Letta di proseguire che lui ha altri pensieri. Letta a sua volta richiama le cose in ballo e dà la parola a Bossi che nel frattempo è uscito per andare a fumare; La Russa si intromette, ma lo blocca il premier perché gli è venuta in mente una delle sue che non può trattenere; Frattini è sempre con la mano alzata;  Giovanardi prega, Brunetta impreca, Tremonti briga. E io prendo appunti per la cena del sabato sera. Letta infine dà per approvato tutto quanto e ci sciogliamo. Sempre così. E sempre con Frattini con la mano alzata e Sacconi con la faccia sofferta di chi pensa. E mi fa una rabbia! Ma che pensa?! Bloccatelo! E vendetelo a Marchionne, così la finiamo. Mi scusi, sa. Ma certe esistenze non si giustificano”.
 
– Ma, sui miliardi tagliati a Regioni ed Enti Locali, non abbiamo mai sentito la sua voce i giorni scorsi!
“In effetti, mi è mancata proprio. Mi si blocca completamente in certe situazioni e non so perché. C’entrano anche gli spifferi d’aria e i condizionatori. Sa, con questo caldo. Non ho, tra l’altro, neanche seguito molto bene la vicenda. Ma cos’è successo?”
 
– Nell’ultima manovra sono stati tagliati, in aggiunta ai 2 miliardi e mezzo di luglio, altri 7 miliardi a comuni, province e regioni. Con conseguenze pesanti su  servizi scolastici, mense, diritto allo studio, progetti territoriali.
“Veramente? Possibile? Non ci posso credere! Mi sono evidentemente sfuggiti i particolari. Lo chiederò a Silvio o a Giulio. (Pausa) O a nessuno dei due . Tanto…. (Pensierosa) Qui se non cambia qualcosa, finiamo tutti al rogo”.
 
– Ma Ministro, cosa dice? E se la sente Silvio?
“Cosa ho detto? Oddio, mi è scappata! Mi si sono indeboliti i reni. Comunque, lo scriva a chiare lettere: Qui Tout va bien, Madame la Marquise”.

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