[da valutati a giudicati?! ci sarà un giudice o un tribunale?! è necessaria l’assistenza di un buon avvocato?!]

Insegnanti: da chi dobbiamo essere giudicati?

di Bianca Maria Pirisino Brusco – 7 luglio 2015

Caro Severgnini, scrivo riguardo alla lettera “Tre categorie di insegnanti” ( http://bit.ly/1S2h0hi ).

Mi presento: insegnante di ruolo alle scuole medie (lettere) con esperienza pluridecennale. Nella pagina da Lei curata su “Sette” e su “Italians” leggo con attenzione ciò che sull’argomento viene scritto, ma credo che le sue risposte non nascano da una conoscenza della realtà scolastica con cui ogni insegnante deve quotidianamente confrontarsi, ma da una facile semplificazione dei problemi.

Intanto vorrei precisare che un “un insegnante categoria 1″ rimane tale anche se viene pagato poco e conserva stima e dignità a prescindere da ciò che percepisce, quindi smettiamola di pensare che si possano formare gli insegnanti gonfiando premi e stipendi.

Sono comunque d’accordo che chi non fa bene un lavoro debba cercare altre soluzioni, ma l’insegnante di seconda e terza categoria (per usare le classificazioni contenute nella lettera), da chi deve essere giudicato? Non certo dai genitori, a cui basta che noi siamo generosi nei voti e nella finale promozione, meritata o no; non da un dirigente “sceriffo”, a cui interessa ottenere condiscendenza e vassallaggio per evitare qualsiasi contrasto alla base di un civile confronto di crescita in qualsiasi ambiente di lavoro.

E allora come capire se un insegnante ha svolto bene il suo lavoro o no? Forse, dico forse, si potrebbe chiedere un giudizio a chi finisce un ciclo di studi, genitori e studenti, quando cioè la realtà può essere vista in modo più distaccato e razionale, ma forse anche questa può essere considerata una semplificazione.

P.S. Un’ultima considerazione: attenzione alla composizione della classe, se composta da ragazzi educati, seguiti da genitori attenti e responsabili, il lavoro dell’insegnante sarà certo considerato di “serie A”, se si formeranno delle classi formate sopratutto da ragazzi problematici sarà molto più facile affermare che l’insegnante non è riuscito a “motivare” i suoi ragazzi e allora … niente premi, anzi può correre il rischio di un licenziamento. Grazie per l’attenzione.

Bianca Maria Pirisino Brusco, biancamariapirisino@yahoo.it

http://italians.corriere.it/2015/07/07/insegnanti-da-chi-dobbiamo-essere-giudicati/