Certo è che Silvio ha rassicurato la corte con un discorso spietato e cinico da vero caimano: “tranquilli ragazzi” ha detto sfoderando uno dei suoi proverbiali sorrisi “ora dobbiamo attirare Salvini nella trappola della crisi facendo cadere il governo e facendogli intravvedere Palazzo Chigi per via di ribaltone o di nuove elezioni; quando le Camere saranno sciolte, solo allora detteremo le nostre condizioni per una nuova intesa: Zaia o Giorgetti premier, oppure ognuno per conto suo e alleanze dopo il voto”.

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Intrighi. La riunione segreta di Arcore che doveva incoronare Giorgetti e Zaia

Ad Arcore c’è stata una riunione riservata. Tutti d’accordo con Berlusconi su come usare Salvini per far cadere il governo. Ma il piano è saltato
11.05.2019 – Vincenzo Paolo Cappa
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Silvio Berlusconi. A sinistra Licia Ronzulli, dietro di lei si intravede Sestino Giacomoni (LaPresse)

La riunione doveva rimanere segreta, ma nella tradizione di Forza Italia il segreto consiste in chi spiffera tutto per primo. E stavolta la gara è stata spietata, visto che a noi sono giunte ben due versioni della medesima riunione segreta, entrambe ad opera di partecipanti tenuti teoricamente al segreto d’ufficio.

Partiamo dalla location: Arcore, villa Fara San Martino, residenza celebre di Silvio Berlusconi da più di trent’anni. L’occasione non era delle più felici: il padrone di casa è scampato a un’occlusione intestinale che ha tenuto col fiato sospeso famiglia, azienda, partito. Poi, come al solito, è intervenuto il miracolo berlusconiano: caso clinico risolto, lui pimpante più di prima e pronto a occupare il video scorrazzando da “Porta a porta” a “Mattino 5”. Nel frattempo però i notabili forzisti hanno costretto il degente appena dimesso a una delle cose che più gli procura l’orticaria: una riunione di partito, con annessa discussione sul che fare prima e dopo la campagna elettorale. Intorno al tavolo di Arcore c’erano i soliti odiosamati consiglieri del Cavaliere: Ghedini, Ronzulli, Gelmini e altri meno noti ma forse più influenti (o almeno più loquaci, per fortuna di noi vecchi giornalisti).

La novità è che stavolta i consiglieri erano tutto d’accordo: “basta con Salvini” poteva intitolarsi la commedia. Persino Ghedini e Ronzulli – considerati vere e proprie quinte colonne di Salvini presso Silvio – questa volta hanno detto che a Salvini bisogna dire basta. I maligni dicono che il Capitano ha lasciato squillare il cellulare dopo aver visto apparire il numero del superavvocato berlusconiano, e che questo abbia provocato un vero e proprio psicodramma. Verità o malizia di corte, chissà.

Certo è che Silvio ha rassicurato la corte con un discorso spietato e cinico da vero caimano: “tranquilli ragazzi” ha detto sfoderando uno dei suoi proverbiali sorrisi “ora dobbiamo attirare Salvini nella trappola della crisi facendo cadere il governo e facendogli intravvedere Palazzo Chigi per via di ribaltone o di nuove elezioni; quando le Camere saranno sciolte, solo allora detteremo le nostre condizioni per una nuova intesa: Zaia o Giorgetti premier, oppure ognuno per conto suo e alleanze dopo il voto”.

Un piano perfetto, non c’è che dire. Peccato che già due dei presenti siano corsi a spifferarlo ai giornalisti e dunque a Salvini. Che si guarderà bene dal far cadere questo governo, di cui detiene una golden share non contendibile.

§  https://www.ilsussidiario.net/news/politica/intrighi-la-riunione-segreta-di-arcore-che-doveva-incoronare-giorgetti-e-zaia/1881583/

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