Invalsi anche alle superiori: Test a maggio per le seconde. Quindicenni alla prova di italiano e matematica…

02/11/2010

Il Messaggero

di ALESSANDRA MIGLIOZZI

ROMA – Test Invalsi in italiano e matematica anche per i ragazzi delle superiori. A maggio i quindicenni delle classi seconde dovranno cimentarsi per la prima volta con le prove nazionali che hanno già coinvolto, negli scorsi anni, i ragazzini della primaria e delle medie. Dovranno dimostrare come se la cavano con i numeri, la grammatica, la comprensione del testo sottoponendosi a test uguali su tutto il territorio nazionale. I risultati non faranno media, ma saranno utili al ministero e all’Istituto di valutazione del sistema scolastico per capire qual è il livello di apprendimento, da nord a sud, degli studenti delle seconde superiori. Questi saranno i dati più aggiornati prodotti all’interno del nostro paese: gli ultimi rilevamenti sulle conoscenze dei quindicenni li ha fatti l’Ocse, che ha bocciato sonoramente l’Italia. L’Invalsi quest’anno dovrà anche cominciare a predisporre un’ipotesi di prova standard per la classe quinta, ma il test sbarcherà alla maturità, salvo sorprese, solo nel 2012: servono tempi tecnici per predisporre la novità. I nuovi compiti per il 2010/2011 sono stati assegnati all’Invalsi con una direttiva firmata dal ministro Gelmini che porta la data di luglio ma è stata emanata solo qualche giorno fa dopo la registrazione alla Corte dei Conti. La direttiva traccia un quadro di ampliamento delle attività dell’istituto che dovrà anche “progettare e mettere a disposizione delle istituzioni scolastiche prove di valutazione degli apprendimenti relative a nuove aree disciplinari con priorità alla lingua inglese e alle scienze”.
Fin qui i progetti. Ma la situazione finanziaria generale che sta imponendo sacrifici a tutte le pubbliche amministrazioni rischia di mettere un freno all’attività complessiva dell’Invalsi dove si vivono ore di preoccupazione: per il 2011 la Finanziaria ha tagliato, come ha segnalato anche il deputato democratico Giovanni Bachelet, «un altro milione di euro all’Istituto e all’Ansas, l’agenzia nazionale per la formazione degli insegnanti, che insieme ne avevano poco più di quattro prima di questo taglio». «Stiamo facendo la verifica delle risorse disponibili- conferma Piero Cipollone, presidente uscente dell’Invalsi, che rimarrà in carica ancora diversi mesi visto che la procedura di nomina è molto complessa e passa anche attraverso il Parlamento-. Per il 2011 avremo poco più di tre milioni di euro e le attività di rilevazione degli apprendimenti richiedono risorse adeguate per via della numerosità delle persone da testare». La legge del 2004 che ha istituito l’Invalsi ha assegnato all’Istituto, a partire dal 2005, un finanziamento di quasi 11 milioni che, però, è andato scemando negli anni nonostante il potenziamento della valutazione sia stato un punto fermo dei ministri che si sono susseguiti. Al di là degli annunci, ora toccherà ai tecnici fare i conti con i soldi in cassa. Se negli anni scorsi anni, infatti, erano rimasti in bilancio fondi non spesi perché per un periodo la valutazione è stata bloccata per rivedere il sistema di rilevamento dei dati, ora anche le scorte sono finite. In una quindicina di giorni dovrebbero arrivare risposte dal ministero. Altrimenti si dovrà ragionare su quale parte della valutazione sacrificare. Il punto fermo è misurare gli apprendimenti dei ragazzi delle superiori che non sono mai stati sottoposti ai test. L’ipotesi, in caso di confermata carenza delle risorse, è «dimensionare l’attività- spiegano dall’istituto- la seconda superiore ha la priorità». Potrebbero essere sacrificate perciò le seconde elementari dove quella di maggio sarebbe la terza rilevazione. Il tempo stringe, comunque, perché per i test di primavera l’Invalsi deve stampare e consegnare 4 milioni di questionari per i piccoli e un altro milione per i più grandi. Quindi bisogna indire dei bandi di gara internazionali per assegnare la stampa, che richiedono procedure lunghe. Ma quanto costa rilevare gli apprendimenti? «Poco più di 2 euro a studente per un totale di circa 1,2 milioni di euro per coorte», spiega Cipollone. L’insieme delle seconde elementari è una coorte, così come quello delle quinte, delle prime medie e delle seconde superiori: fa un totale di quattro. Solo così siamo quasi a 5 milioni di fabbisogno, più gli stipendi, le spese generali, i fondi che servono per il test dell’esame di terza media, per studiare quello della maturità, per predisporre le prove per le nuove materie, i soldi per la ricorrezione su base campionaria di alcuni elaborati della maturità. E quest’anno scolastico sono in programma anche le nuove rilevazioni internazionali Ocse sui quindicenni e quelle sulle capacità di lettura e nella matematica dei piccoli che non possono essere sacrificate, l’Italia non può uscire da queste valutazioni