Con una sua nota di precisazione (si mette in rilievo che si tratta di “precisazioni”,non di circolare o decreto ministeriale o ordinanza ministeriale..)la dott.ssa Palumbo, ex direttore dell’USR del Veneto e neo direttoregenerale del settore degli ordinamenti, ha “chiarito” che…(da Professione docente di Fabrizio Reberschegg)


1. le prove Invalsi sono meravigliosi strumenti per il miglioramento dell’efficacia
dell’azione educativa delle scuole;
2. le prove Invalsi sono un indispensabile strumento standardizzato per la
rilevazione comparata sia a livello di singola scuola, che a livello territoriale,
nazionale, europeo e mondiale degli apprendimenti (e le mitiche
competenze che fine hanno fatto?);
3. è “doveroso” che le scuole partecipino all’attività dell’Invalsi deliberando
nel piano delle attività, in quanto “elementi aggiuntivi”, gli oneri
lavorativi relativi alla somministrazione, tabulazione e correzione delle
prove;
4. è conseguente quindi il riconoscimento economico dell’attività aggiuntiva
dei docenti mediante contrattazione integrativa di Istituto prendendo
le risorse dal FIS (soldi dei lavoratori della scuola stabiliti dal
CCNL);
5. sono “quantomeno improprie” (un bell’ esempio di linguaggio giuridico
e amministrativo…) le delibere del Collegio dei docenti aventi per
oggetto la mancata adesione delle istituzioni scolastiche alle rilevazioni
nazionali degli apprendimenti.
Dalle “precisazioni” della dott.ssa Palumbo si evince chiaramente che:
1. le attività lavorative dei docenti correlate alle prove Invalsi sono attività
lavorative aggiuntive;
2. come tali devono essere considerate volontarie e non obbligatorie.
Non esiste alcun obbligo nel CCNL scuola di effettuare attività straordinarie;
3. le procedure di valutazione dell’Invalsi dovrebbero essere inserite nel
piano annuale delle attività deliberato dal Collegio dei Docenti (senza
delibera esse non risultano operative);
4. esse, se deliberate, assumono sempre caratteristiche di accessorierietà
e volontarietà a livello soggettivo poiché sono retribuite con il
Fondo dell’Istituzione Scolastica oggetto di contrattazione integrativa
d’Istituto.
In concreto la dott.ssa Palumbo intende mandare ai Dirigenti Scolastici un
monito chiaro: dovete far passare in tutti i modi le prove Invalsi nel piano
delle attività perché è eticamente necessario sposare l’attività dell’Invalsi
anche facendosi carico del lavoro che lo stesso Invalsi dovrebbe fare
autonomamente, con proprie risorse e nel rispetto del principio che le
valutazioni di tale portata dovrebbero essere per correttezza sempre
esterne e indipendenti. Chi non è d’accordo è eticamente contro ogni
miglioramento della qualità della scuola (pubblica, privata??).
Invitiamo i colleghi a non cadere nel tranello: le attività aggiuntive sono
sempre volontarie! Non votiamo nel futuro piani delle attività o POF che
facciano rientrare il lavoro dell’Invalsi tra le attività di nostra competenza.
Il FIS (soldi nostri) non deve essere utilizzato per surrogare la mancanza
di fondi dell’Invalsi.
Non siamo contro l’esistenza di un servizio nazionale di valutazione, anche
se nell’attuale contesto esso appare pericolosamente inserito in un sistema
premiale o penalizzante di natura brunettiana. Siamo perché Invalsi sia
un organismo nazionale, indipendente e partecipato, che consenta di dare
elementi di riflessione per il miglioramento del sistema formativo nel
nostro Paese. Per questo è giusto che siano date ad esso Istituto le risorse
necessarie e sufficienti affinché le sue valutazioni siano libere, indipendenti,
autonome e quindi credibili e autorevoli.