INVALSI rifiutate di svolgere o subire i test (di Nicola Giua)

altNel corrente anno le prove sono state organizzate per le seconde e quinte elementari (6 e 11 maggio) e per le prime medie (13 maggio). Abbiamo verificato che sono moltissime le scuole nelle quali i Dirigenti Scolastici hanno fatto l’iscrizione alle prove senza acquisire la delibera del Collegio che, trattandosi di materia didattica, è ovviamente obbligatoria e senza richiedere la disponibilità delle/dei singole/i insegnanti coinvolte/i. Vi ricordo che non esiste alcuna norma che preveda l’obbligatorietà delle prove INVALSI da parte degli insegnanti


 

URGENTE – INVALSI rifiutate di svolgere o subire i test

di Nicola Giua

Care/i,
anche quest’anno l’Amministrazione Scolastica tenta di “imporre” la cosiddetta obbligatorietà nello svolgimento delle prove INVALSI.
Nel corrente anno le prove sono state organizzate per le seconde e quinte elementari (6 e 11 maggio) e per le prime medie (13 maggio).
Abbiamo verificato che sono moltissime le scuole nelle quali i Dirigenti Scolastici hanno fatto l’iscrizione alle prove senza acquisire la delibera del Collegio che, trattandosi di materia didattica, è ovviamente obbligatoria e senza richiedere la disponibilità delle/dei singole/i insegnanti coinvolte/i.
Vi ricordo che non esiste alcuna norma che preveda l’obbligatorietà delle prove INVALSI da parte degli insegnanti e che le/gli stesse/i ove non vogliano aderire (cosa che auspichiamo) non sono tenute/i a svolgere alcuna attività né nelle proprie classi né in altre come somministratori esterni.
Infatti, non esiste alcuna norma che obblighi le scuole allo svolgimento dei test né tantomeno le/gli insegnanti sono tenute/i a somministrare le prove o accettare che altre/i nel proprio orario di servizio le svolgano.

L’unica indicazione in tal senso è inserita nella circolare del MIUR n° 86, del 22 ottobre 2009, con la quale il dott. Mario G. Dutto, della Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici per l’autonomia scolastica, afferma tra l’altro che: “La valutazione riguarderà obbligatoriamente tutti gli studenti delle predette classi delle istituzioni scolastiche, statali, e paritarie, del primo ciclo di istruzione.”.
Quanto affermato dal dott. Dutto non può, ovviamente, innovare il quadro normativo poiché (non essendo lo stesso fonte del diritto) le norme vigenti NON PREVEDONO L’AFFERMATA OBBLIGATORIETA’ ma anzi indicano che su tale materia l’unico titolato a decidere sia il Collegio dei Docenti e le/gli insegnanti delle singole classi.

Qualcuno/a ci chiede come mai moltissime/i Dirigenti Scolastici ben sapendo che non esista alcuna obbligatorietà si prestino supinamente e compiano varie operazioni tutte illegittime come: non convocare il Collegio dei Docenti per discutere sulle prove INVALSI, non consentire la delibera da parte del Collegio, inviare ordini di servizio alle/ai docenti per l’effettuazione delle prove INVALSI nelle proprie o altre classi?

Ragazze/i, SVEGLIA!!!
Sono le prove generali della scuola gerarchizzata e del merito.
Sei dirigente e non riesci a far svolgere delle semplici prove INVALSI, previste o non previste come obbligatorie dalla legge, alle/ai docenti?
Questa è la risposta che in una conferenza di servizio ha dato un dirigente di un Ufficio Scolastico Provinciale ad un Dirigente Scolastico dopo che il rappresentante dell’INVALSI (in risposta a precisa domanda di un DS) aveva risposto che le prove INVALSI non sono obbligatorie.

Noi invitiamo, comunque, in particolare nelle situazioni in cui il Collegio si è espresso contro o non è stato convocato per deliberare l’eventuale adesione, a non accettare di somministrare alcuna prova INVALSI nelle vostre classi e non consentire che altre/i lo facciano.

Certo, si tratta di un’attività a cui le/gli insegnanti non sono più tanto abituati perché si può rischiare di avere una contestazione d’addebito dal DS (illegittima, banditesca ed arrogante) ed un eventuale successiva sanzione disciplinare ma davanti alla distruzione della scuola pubblica, allo svilimento del nostro lavoro, al massacro dei posti di insegnamento ed alla normalità della sovrannumerarietà e per le/i precarie/i alla perdita del lavoro e della nostra libertà mi pare che rifiutarsi di adempiere a disposizioni di servizio assurde e prive di alcun supporto normativo da parte di queste/i arroganti ed acefali dirigenti (anche più realisti del re perché non vi è, ripeto, alcun obbligo di svolgimento dei test INVALSI) mi pare che sia il minimo che si possa fare.
Contro le eventuali sanzioni disciplinari ricorreremo come abbiamo fatto in passato.

E’ vitale assumerci una piccola responsabilità, a mio parere assolutamente ragionata e corretta giuridicamente, perché il prossimo passaggio, con le varie disposizioni in cantiere, sarà la totale subordinazione e gerarchizzazione delle/gli insegnanti.

Diverse scuole, colleghe/i stano lottando in questi giorni per non effettuare le prove INVALSI con delibere contrarie, lettere di rifiuto, etc.,. Diamo la maggiore forza possibile a chi si batte contro questa vergogna ampliando il fronte di lotta.
Infatti, ciascuna/o è chiamato a fare la sua parte perché poi non si dica… mi è stato imposto, io non volevo, etc., etc..
Noi COBAS interverremo a difesa delle/dei colleghe/i nel caso di eventuali procedimenti nei confronti di chi rifiuta di svolgere le prove INVALSI per difendere e supportare le/i colleghe/i.
Chiaramente ciascuna/o si deve sentire libera/o di fare ciò che sente ma, come detto, non si venga poi a dire che le responsabilità di ciò che accade vengono sempre da luoghi e/o persone altre/i.

D’altra parte tenete presente che quattro anni fa le/i colleghi (pochissimi) che sono stati sanzionati per aver rifiutato di svolgere le prove INVALSI hanno visto, successivamente (con il nostro aiuto), la sanzione ritirata perché la stessa non aveva alcun fondamento in mancanza dell’obbligatorietà allo svolgimento dei test.

Ma siccome lo schifo non è mai solo, anche quest’anno collegata all’INVALSI hanno previsto anche la schedatura dei genitori (nazionalità, caratteristiche socio economiche e istruzione) e dei voti scolastici.
Si può cercare di parlare con i genitori e far in modo che non compilino le schede e protestino a loro volta contro i test INVALSI e/o, nelle situazioni ove i docenti non sono pervenuti, non mandino i figli a scuola nei giorni delle prove.

Trovate altri materiali utili sulle prove INVALSI su
http://www.cespbo.it/testi/2005_2/07invalsi_test.htm

http://www.retescuole.net/contenuto?id=20100427071100

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