Le sue mani, danzando sugli 88 tasti del pianoforte, hanno davvero creato un’estensione naturale dello strumento stesso; ed è stata una serata di grande emozione e raffinatezza quella di domenica 25 marzo al Teatro Bellini di Catania, che ha visto sulla scena il recital di una delle più affermate pianiste internazionali, la moscovita Valentina Egorova…

Bella, spigliata, stillante carattere da ogni poro, appena giunta alla tastiera ha lasciato che dal pianoforte si sprigionassero le magiche note di Franz Schubert, cui ha dedicato un programma monografico, eseguendo la Sonata per pianoforte in si bemolle maggiore D. 960, l’Improvviso per pianoforte in si bemolle maggiore op. 142 n. 3 D. 935 e la splendida e passionale Fantasia per pianoforte in do maggiore op. 15, D 760.

Schubert è un musicista che disegna spesso un vero e proprio labirinto armonico, con una scelta assai personale, quasi unica che non ha avuto veri e propri seguaci; e proprio questa originalità ha consentito alla pianista di manifestare tutta la sua superba padronanza tecnico-stilistica. La Egorova è subito apparsa del tutto libera da preoccupazioni di tipo formale, rivolta com’era solamente a convogliare la propria attenzione sulla pura bellezza delle pagine schubertiane, come se sgorgassero naturalmente dalle sue mani; ha davvero offerto una vera e propria lezione di stile con le sue raffinatezza timbriche, le sue preziosità di tocco, alternando  passi di rarefatta bellezza e intime sonorità a momenti più brillanti e briosi.

La sapiente interpreta  ha mostrato di avere sì una tecnica infallibile, ma anche di saperla mettere senza esitazioni  al servizio della Musica e di non usarla per fare sfoggio di sterile esercizio atletico, riuscendo a stupire l’uditorio proprio attraverso un controllo straordinario della tastiera, soprattutto nei passaggi che richiedevano esattezza assoluta nei bei fraseggi.

Il momento più emozionante del Concerto è stata l’esecuzione della Wanderer-Phantasie, una composizione che,  per la sua difficoltà tecnica e interpretativa, è sempre stata uno degli approdi più ambiti per quei pianisti che sono entrati a far parte dell’empireo del concertismo internazionale. E qui davvero la Egorova ha dato il meglio di sé, soprattutto nel primo movimento (Allegro con fuoco ma non troppo) cui ha impresso l’ andamento tempestoso, indicato dall’ondoso cromatismo del primo tema, con grande personalità e passione, esprimendo, forse, la sua più vera concezione della musica, come perfetta sintesi di tecnica e interpretazione.

Meritatissima la standing ovation finale, che ha fruttato agli entusiasti ascoltatori ben tre bis, omaggio finale di una pianista generosa e sensibile, che speriamo di riascoltare presto a Catania per un’altra serata di grande, grande musica.

Silvana La Porta