Il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia , Maria Luisa Altomonte, ha presentato ieri il primo Report sul “ La Scuola in Sicilia”. Un consistente volume che risponde a due esigenze molto sentite: trasparenza e visibilità…(da ceripnews)


Il Direttore ha parlare semplicemente di uno “strumento funzionale” per capire la scuola siciliana, ma per chi scrive questi appunti, ci pare molto di più. Per dirla tutta sinceramente da tempo non vedevamo una pubblicazione così piena di contenuti che si leggono solo attraverso numeri, dati e grafici, pur nella consapevolezza – come ha affermato il Direttore Generale – che “il sistema scolastico non può essere raccontato solo con i numeri e le tabelle” poiché attorno ad esso ruotano valori, progetti e persone. Tuttavia, numeri, grafici e tabelle sono un buon punto di partenza. Insomma, un lavoro impegnativo sia sotto il profilo contenutistico e sotto quello grafico che è durato alcuni mesi.
La pubblicazione è articolata in diciassette sezioni che partono dalla rete scolastica per finire all’innovazione tecnologica. Rinviando gli interessati alla lettura del Report sul sito internet dell’USR Sicilia ( www.usr.sicilia.it ) il nostro compito in queste note è un breve commento su alcuni dati che riteniamo rilevanti.
Prima di illustrare i vari Ppt, il Direttore Generale ha affermato che la Sicilia è un sistema in continua trasformazione: cambia il numero degli studenti, cambia il contesto sociale, cambiano le norme. E proprio in Sicilia sia il dimensionamento della rete scolastica sia il numero degli alunni per classe sono una variabile da non sottovalutare tanto è vero che hanno portato alla rimodulazione proprio dei numeri e delle Istituzioni scolastiche.
Per quanto riguarda gli alunni, si registra anche quest’anno un trend negativo pari a -7.110 rispetto all’a.s. 2012/2013; tutto questo ha comportato una cura dimagrante alle scuole autonome dell’Isola che dal 2008/2009 al 2012/2013 sono scese di 297 unità. Scontato che non si parla di soppressione dei centri di erogazione del servizio scolastico, ma solo di riduzione delle Istituzioni scolastiche, per arrivare ad attestarci per il prossimo anno scolastico a quota 874 scuole. Di contro sono aumentati i nuovi indirizzi che consentiranno di allargare l’offerta formativa per quanto possibile rispetto all’organico. Per quanto riguarda le verticalizzazioni nella scuola secondaria di primo ciclo gli I.C. sono il 52% di tutte le Istituzioni scolastiche e il 73% della scuola del primo ciclo.
Non si tratta solo di una scelta organizzativa, ha affermato la Altomonte , perché dietro c’è una motivazione didattico-educativa che ha per obiettivo la presa in carico dell’alunno dalla scuola dell’infanzia per la fine della scuola secondaria di primo grado, in stretta rispondenza con le Indicazioni Nazionali per il Primo Ciclo.
Interessante l’evoluzione degli I.I.S. che comprendono diverse sezioni, ma secondo il Direttore Generale bisognerà fare un ripensamento più attento e approfondito per evitare l’attuale confluenza di indirizzi molto disomogenei. Fare questo, ha affermato il Direttore Generale, significa pensare per tempo a nuovi modelli strutturali e funzionali di I.I.S. e non aspettare l’ultimo minuto per fare alcune operazioni di dimensionamento.
Per quanto riguarda il calo delle classi (-144 rispetto all’a.s. 2012/2013) esso risulta abbastanza contenuto a fronte di un dato importante come quello evidenziato sopra sulla “perdita” di alunni (-7.110). Il rapporto alunni-classi resta attestato a 20,98% rispetto al dato nazionale pari al 21.28 per cento.
Il Direttore Generale auspica un incremento del tempo pieno nella scuola primaria mentre si dichiara apertamente poco convinta di quello prolungato nella scuola media che spesso risulta disarticolato nella sua struttura e organizzazione didattica fra ore del mattino e ore pomeridiane.
Interessante il dato più recente delle iscrizioni nella scuola secondaria di II grado: aumentano i licei, i tecnici ed i professionali; si registra anche un’impennata delle iscrizioni nel Liceo musicale e Linguistico.
I dati ben articolati sugli alunni con disabilità, con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) e con cittadinanza non italiana vanno letti con la massima attenzione. I primi, vedono la disabilità psicofisica attestarsi al 95%, quelli con disabilità visiva al 2% e quelli con disabilità uditiva al 3 per cento; gli alunni con DSA, sono quasi equamente ripartiti nei tre disturbi rilevati: discalculia (31%) dislessia (38%) e disgrafia e disortografia (31%). Gli alunni con cittadinanza non italiana, per livello scolastico, sono ripartiti nell’Isola in modo non omogeneo: 16% nella scuola dell’infanzia, 37% nella primaria, 25% nella secondaria di I grado e 22% nella secondaria di II grado.
Uno spaccato interessante è rappresentato dai dati della scuola non statale per livello scolastico. In Sicilia, su un totale di 1.417 scuole, si rilevano 961 scuole dell’infanzia (68%), 154 scuole primarie (11%), 43 scuole secondarie di I grado (3%) e 259 scuole secondarie di II grado (68%). La distribuzione delle scuole non statali per provincia vede al primo posto Palermo (33%) e all’ultimo Enna (2%).
Molto al femminile (81%) il personale docente su posto comune contro il 19% dei maschi; appena superiore (20%) il numero di docenti di sostegno maschi rispetto ad un pieno 80% delle donne. Rapporto quasi analogo per gli IRC: 83% femmine e 17% maschi. Gli IRC distribuiti per ciclo scolastico sono il 48% nel I ciclo e il 52 per cento nel II ciclo.
La radiografia del personale ATA presenta un totale di 8.603 femmine (46%) e 10.050 maschi (54%). Distinto per profilo il Personale ATA risulta così distribuito: 60,15% Collaboratori scolastici, 24,27% AT, 9,96% AA, 5,09% Dsga, 0,20% Addetti alle aziende agrarie, 0,16% Cuochi, 0,12% Guardarobieri, 0,04% Infermieri.
La distribuzione dei Dirigenti Scolastici per genere vede la prevalenza delle donne con il 66% rispetto ai maschi (34%), ma il rapporto si capovolge se si analizzano i dati di partenza rispetto alla docenza. In questo caso il confronto è tutto a vantaggio dei maschi.
Dati interessanti sull’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP): nell’Isola, i corsi attivati al 1° anno negli Istituti scolastici sono 477; quelli autorizzati al 1° anno negli enti di formazione sono appena 193. Interessante il confronto dei dati distribuiti per provincia:


Provincia

Corsi
nelle
scuole

Corsi
negli
enti

Agrigento

12%

8%

Caltanissetta

6%

6%

Catania

24%

34%

Enna

4%

2%

Messina

3%

6%

Palermo

32%

30%

Ragusa

7%

4%

Siracusa

5%

3%

Trapani

7%

7%


Per quanto riguarda le tipologie di qualifica gli alunni iscritti al 1° anno dei corsi IeFP nelle scuole, su un totale regionale di 11.191 alunni,       al primo posto si piazzano gli operatori della ristorazione (5.923) e al secondo gli operatori ai servizi di promozione e accoglienza (1.211). Nei corsi istituiti dagli enti di formazione: su 6.262 alunni, 835 hanno scelto la ristorazione, mentre balzano al primo posto gli operatori del benessere con 3.781 iscritti (61%).
Altre tavole interessanti riguardano gli ITS e gli IdA. Le sedi scolastiche negli ospedali siciliani sono 29 con la provincia di Catania in testa (59%) seguita da Palermo (31%), Ragusa si ferma al 7% e Caltanissetta al 3%. Distinti per livello scolastico le sedi siciliane sono 38% per la scuola dell’infanzia, 34% per la primaria, 21% secondaria di I grado e 7% secondaria di II grado. L’istruzione domiciliare in Sicilia registra nella scuola primaria 48 docenti impegnati, 53 nella scuola secondaria di I grado e       52 nella scuola secondaria di II grado.
Un ultimo sguardo – ma ci sarebbe davvero tantissimo altro da dire – lo diamo alle sezioni primavera: in Sicilia sono operanti 68 sezioni tra sezioni in scuole statali, comunali, paritarie e non paritarie. Il maggior numero di sezioni è attivo nella provincia di Palermo (15), segue Agrigento (14) per finire con Enna (2). Interessanti i finanziamenti che nel corrente anno scolastico ammontano a € 1.476.275,00 rispetto a € 2.310.700,00 dell’anno scolastico 2011/2012; nell’a.s. 2012/2013 si è registrata una forte caduta (€ 941.387,00).
Non possiamo chiudere questo resoconto senza dedicare un po’ d’attenzione alla fenomenologia della dispersione scolastica, desumendo alcuni dati dalle serie storiche. Nella scuola primaria, purtroppo il fenomeno non diminuisce nel 2010/2011 (0,80%) rispetto alla rilevazione iniziale del 2004/2005 (0,65%); si registra un certo calo invece nella scuola secondaria di I grado nell’a.s. 2010/2011 rispetto al picco del biennio 2008/2009 (oltre 9%) e 2009/2010; nella scuola secondaria di II grado il dato è invece in discesa significativa: dall’anno 2004/2005 all’a.s. 2010/2011 si è passati dal 16,00% al 14,00% e, a quanto pare, il tasso tendenziale tende ancora a scendere. Interessante, e da analizzare a fondo, il picco del 18% nell’a.s. 2008/2009.
La pubblicazione si completa con un capitolo interamente dedicato ai Fondi Strutturali Europei 2007/2013.

Anno

Progetti
autorizzati

2007

3.296

2008

2.940

2009

2.677

2010

731

2011

2.140

2012

88

2013

1.948


Chiudiamo questa sintesi con le parole che il Direttore Generale ha scritto nella Presentazione del volume. Non si tratta di piaggeria – non è proprio nello stile di chi scrive, né di Ceripnews – ma di una testimonianza di verità sulla scuola siciliana: “Il Ministro dell’istruzione ha lanciato in queste settimane l’avvio di una ampia consultazione sul futuro della scuola italiana. Agli interlocutori che incontreremo nelle prossime settimane vogliamo offrire un frammento di verità sulla scuola siciliana che possa essere la base di una riflessione fondata su dati di realtà”.
(ninni bonacasa)