La magistratura palermitana respinge i tentativi di bloccare in extremis le prove concorsuali dei presidi siciliani previste per luglio…(da dirpresidi)

 


Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia di Palermo, Sezione Seconda, ha respinto l’istanza cautelare presentata dai docenti esclusi dal concorso del 2004 poi cassato dal CGA Sicilia e poi ripreso dalla Legge n. 202 che ne ha fissato le modalità di rinnovazione.
Il TAR di Palermo non ha trovato ovviamente alcuna ragione  per revocare il provvedimento n. AOO.DIRSI.REG.UFF. 10584 del 17 giugno 2011, con il quale il Dirigente dell’ Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia ha reso noto che le prove scritte del corso-concorso per Dirigenti scolastici si terranno nei giorni 11 e 12 luglio 2011; né tantomeno poteva revocare o sospendere o annullare il  D.M. n. 2 del 3 gennaio 2011del Ministro che aveva dato esecuzione alla Legge n. 202 che appunto aveva chiuso definitivamente la vicenda.
E’ di tutta evidenza che il TAR non ha la competenza di entrare nel merito della costituzionalità di una legge e in ogni caso le questioni che attengono un decreto ministeriale si trattano davanti al TAR Lazio.


Eppure siamo ancora dinanzi al tentativo scomposto di arrampicarsi sugli specchi e di utilizzare ogni cavillo o appiglio da parte dello studio dell’avv. Caterina Giunta in Palermo al quale si appoggia la pattuglia agguerrita degli irriducibili per riuscire nell’intento di scompigliare il calendario predisposto dall’USR Sicilia e di inceppare la complessa macchina organizzativa e logistica già predisposta.
Eppure tutti compresi i ricorrenti avrebbero maggior beneficio dall’applicazione della legge n.202 rispetto allo spreco di energie indotto dal contrasto giudiziario.
La richiesta cautelare, si fonda come è ben noto, sulla sussistenza di periculum in mora cioè di gravi e irreparabili motivi che possano arrecare un danno o pregiudizio irreversibile e del fumus bomis iuris , cioè del fondato motivo dell’esistenza ictu oculi di un buon impianto e di buone ragioni giuridiche a fondamento del ricorso.
I giudici palermitani chiaramente non hanno visto o intravisto nulla di tutto ciò nel testo del ricorso e hanno tranciato nettamente un rifiuto statuendo non esservi alcun pericolo per i ricorrenti dall’applicazione del D.M. n. 2 e dal provvedimento conseguente dell’USR Sicilia. Anzi o tuttalpiù ne deriverebbe un vantaggio per i ricorrenti che si vedrebbero anche loro reinseriti nel procedimento reiterativo del concorso.
Ora si passerà al merito delle argomentazioni sia davanti allo stesso TAR di Palermo sia davanti al TAR Lazio.
Ma tutto lascia supporre che l’analisi del merito nulla aggiungerà alle pronunce già esitate, visto che i ricorrenti non deducono quali siano i motivi sopravvenuti e il grave danno prodotto da tali motivi che imporrebbe l’annullamento o la sospensione o quant’altro dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati.
Tutto lascia supporre che l’11 luglio si porrà fine a questa vicenda che ha mortificato la scuola siciliana per una ingiusta e sconcertante persecuzione giudiziaria nei confronti di 416 dirigenti che senza loro colpa hanno subito una incredibile e speciosa campagna di aggressione mediatica, avendo avuto il solo torto di vincere un concorso e di aver svolto nonostante tutto un servizio encomiabile a vantaggio della scuola siciliana.