altIntanto, però, è difficile raccontare l’amarezza di chi, avendo ricevuto la «lettera di congedo» venerdì, ha passato la domenica a consultare documenti e a contattare colleghi in cerca di una scuola da indicare nella domanda di trasferimento da presentare entro oggi.




21/06/2010 – SCUOLA, LA SCURE SULLE CATTEDRE

La protesta dei professori “cacciati”

 

Licei scientifici e istituti tecnici industriali i più colpiti
«Alla fine a pagare saranno soprattutto gli studenti»

di Maria Teresa Martinengo

TORINO – Gli istituti tecnici industriali, tra le superiori più colpite dai tagli, attendono di conoscere – probabilmente entro oggi – l’entità della loro quota di docenti soprannumerari. «Da noi il problema più grave – dice Tommaso De Luca, preside dell’Itis Pininfarina e presidente dell’Asapi, associazione delle scuole autonome – sarà quello degli insegnanti tecnico-pratici, categoria che non avrà modo di trovare collocazione in altre scuole in quanto il loro numero si ridurrà ovunque». Natale Alfonso, della Cub Scuola, è un «itp» e ieri spiegava che «nessuno sa esattamente cosa sta succedendo.

Al momento si fanno stime sulla perdita di organico, ma non c’è ancora nulla di ufficiale. La nostra attenzione è massima: si perderanno molti posti di ogni genere, di matematica e lettere allo scientifico, di indirizzo nei tecnici. E nessuno vuole fare difese di “categoria”». Tutti sono consapevoli, insomma, che per ogni insegnante di ruolo soprannumerario – che in un modo o nell’altro non perderà lo stipendio – ci sarà un collega precario che l’anno prossimo non lavorerà più. In Piemonte sarà sicuramente così, dal momento che il 20% delle cattedre è coperto con contratti a termine.

Intanto, però, è difficile raccontare l’amarezza di chi, avendo ricevuto la «lettera di congedo» venerdì, ha passato la domenica a consultare documenti e a contattare colleghi in cerca di una scuola da indicare nella domanda di trasferimento da presentare entro oggi. La professoressa di italiano e latino Maria Cristina Rossetti, per esempio, 52 anni, 28 di insegnamento. «La mia situazione – racconta – dimostra le aberrazioni del sistema. Nel settembre scorso, dopo 5 anni in una scuola media di frontiera e 19 al Curie di Grugliasco, ero approdata al liceo scientifico Copernico. Avevo chiesto il trasferimento per avvicinarmi a casa. Io insegno lettere, quindi molto spesso mi occupo di diritti umani, di educazione alla cittadinanza, al rispetto dell’ambiente.

Ecco, mi pareva venuto il momento di abbandonare l’auto per andare a scuola senza inquinare». La professoressa Rossetti spiega: «L’anno era giusto: avevo portato una quinta all’esame e lasciavo due terze ben avviate verso l’ultimo biennio nelle mani di bravi colleghi. Mi pareva, nella mia storia, di essere coerente con i principi che mi avevano sempre guidata». Implacabile, però, la graduatoria d’istituto ha decretato la lettera di congedo all’ultima arrivata. «Ho fatto l’insegnante, come mia madre, per la passione respirata in casa. Ora mi ritrovo a ricominciare daccapo, chissà dove».

Arianna Scaglia, 40 anni, è entrata in ruolo tre anni fa e nel 2009 ha avuto la sede definitiva allo scientifico Galileo Ferraris. «Siamo entrate in sei, lo scorso anno. Ora mi chiedo perché, visto che i tagli avevano una programmazione triennale. Mi spiace soprattutto per gli studenti. Noi “giovani” eravamo state una immissione di cui la preside era contenta, avevamo creato delle belle classi. Le famiglie, che cosa capiranno?». Ancora: «Lo so che non perdo lo stipendio e che ci sono 9000 precari a rischio nella Regione. Sento però che da tutta questa manovra chi perderà qualcosa saranno anche i ragazzi».

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