Il teatro Bellini ha celebrato la Settimana santa, venerdi 30 marzo (con replica il 31) con un concerto gradevole e per certi versi singolare, arricchito da una vera e propria ciliegina sulla torta…

In programma, infatti,  due composizioni di Franz Joseph Haydn: la bella e inquietante Sinfonia n. 49 in fa minore, nota col titolo “La Passione”, e Le sette ultime parole del nostro Redentore sulla croce, un oratorio per soli, coro e orchestra. Il tutto condito da una pregevole esperienza di Alternanza scuola-lavoro del Liceo Cutelli, alcuni testi elaborati dagli studenti su temi di attualità, che, recitati dai bravi Luca Iacono e Lucia Portale , come in un gioco di specchi hanno commentato, con grande sensibilità e acutezza, il senso della passione e morte del Redentore.

La direzione del maestro J. David Jackson ha impresso all’esecuzione un tono dolcemente pacato, che ha davvero rispecchiato la più genuina ispirazione dei brani, frutto di un musicista che sapeva sempre andare oltre la tragicità, alternando sapientemente i vari momenti: basti pensare che, nella Sinfonia 49, all’atmosfera fosca dell’ampio Adagio iniziale fa da controcanto la forza propulsiva dell’Allegro, cui segue un rasserenante Minuetto, soprattutto nel Trio, dove compare per la prima volta una tonalità di modo maggiore.

Due invece i momenti più belli dell’Oratorio. Il Largo “Deus meus, Deus meus, utquid dereliquisti me?”, la parte più vicina idealmente alla Sinfonia della Passione, con i soli violini primi che hanno evocato una toccante immagine di solitudine e di abbandono; e il  Terremoto (Presto e con tutta la forza), ispirato alla narrazione di Matteo (XXVII) «Ed ecco, il velo del tempio si scisse in due parti dall’alto al basso, la terra fu scossa e le rocce si spaccarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi che riposavano, risuscitarono e usciti dai sepolcri, dopo la sua resurrezione, entrarono nella città santa e si manifestarono a molti. Il centurione e coloro che facevano la guardia a Gesù, veduto il terremoto e quello che avveniva, ebbero gran paura e dissero: “Veramente costui era Figlio di Dio”», splendido per dissonanze, note ribattute e gran sostegno di timpani e trombe.

L’orchestra e il coro istruito da Gea Garatti Ansini hanno fatto egregiamente il loro dovere come  i solisti, il soprano Noemi Muschetti, il mezzosoprano Valeria Tornatore, il tenore Giuseppe Infantino, il basso  Giovanni Di Mare.

Grande Haydn, grande esecuzione, grandi i liceali del Cutelli per una serata di piacevole e istruttiva musica.

Silvana La Porta