Ancora una volta, mentre a parole si è affermato più e più volte che si vorrebbe dare una soluzione al problema dei precari della scuola per quanto rigarda la stabilizzazione dei rapporti i lavoro, ieri si è ufficializzato che le immissioni in ruolo, per il 2013/14, non saranno su tutti i posti vacanti dopo la mobilità ma, ancora una volta, su aliquote…inviato in redazione da Libero Tassella

 

Che le immissioni in ruolo fossero sull’intera disponibilità dei posti, sarebbe stato tanto auspicabile quanto soprattutto logico, in quanto bisognava ancora onorare un piano di immissioni in ruolo, varato nel 2011, che prevedeva per il 2013/14 22.000 immissioni in ruolo, ma anche perchè, il 4.8.2011, con un contratto, che definimmo”baratto” di diritti, firmato da CISL UIL SNALS e FGU, i docenti per veder attuato quel piano avevano dovuto pagare in termini economici, cioè come contropartita, subirono il raffreddamento della progressione iniziale di carriera. Le immissioni in ruolo quindi avverranno su percentuali, un’ aliquota che va dal 45% dei posti vacanti dopo i trasferimenti della scuola dell’infanzia, al 30% della scuola secondaria, al 50% per il sostegno, stabilizzazione solo su 11.286 posti, l’esatto numero dei pensionati all’1.9.2013. Una vergogna italiana che si aggiunge a tante altre, ricorderete che Professione Insegnane e molti gruppi di precari presenti in rete, prevedendo tutto ciò, a fine luglio avevano richiamato per tempo alle loro responsabilità Governo, Partiti e Sindacati, affinchè tutti, per quanto di loro competenza, si adoperassero affinchè i patti fossero rispettati e si assumesse su tutti i posti vacanti in organico di diritto dopo la mobilità 2013/14 e non solo su quelli liberati dal turn over, pesantemente ridimensionato dall’applicazione della legge Fornero; ma governo, sindacati e partiti sono stati sordi, muti, ciechi, assenti, quei patti non li hanno rispettati, a nulla valgono ora le tardive proteste con le quali i sindacati della scuola CGIL CISL UIL SNALS E FGU ex Gilda, per paura di perdere iscritti, cercano di autoassolversi a babbo morto, riempendo minacciosi quanto inutili comunicati stampa. Bisogna finalmente pretendere che nel prossimo decreto sulla scuola sia introdotta una norma che preveda finalmente e definitivamente che ogni anno le immissioni in ruolo nella scuola avvengano su tutti i posti disponibili e vacanti dopo le operazioni di mobilità del personale già di ruolo, è un impegno che politica e sindacato ormai si devono assumere. E’ questo l’impegno concreto che oggi si chiede ancora una volta al governo, ai partiti, ai sindacati, oggi non ci servono parole , proteste di maniera, servono impegni, servono fatti!

 

Libero Tassella