La vita al tempo del registro elettronico…(da Latecnicadellascuola)

 

26/11/2013

Cronaca di una mattinata di lavoro. Colui o colei che si accinge a fare l’insegnante ai nostri tempi deve sapere di dovere affrontare tante difficoltà. No, non parlo di quelle insite nella professione, che pure sono tante e note a tutti, parlo delle tecnologie.

Prima ora di lezione – classe 4°E: come si sa, per prima cosa, entrati in classe, bisogna fare l’appello. Provo a entrare nel sito del liceo. Il primo tentativo fallisce. Riprovo e questa volta si apre la pagina della mia scuola. Cerco di accedere al registro elettronico: primo tentativo fallito, secondo pure. Al terzo riesco a inserire la mia password e aspetto…aspetto…aspetto… “Errore”: tentativo fallito. A questo punto sono passati già 10 minuti e la classe alle mie spalle rumoreggia. Decido di cominciare la lezione. Ogni tanto riprovo, tra una spiegazione e un’interrogazione, ma senza successo. Suona la campanella. Rassegnata, dico ai ragazzi che riproverò da un’altra classe.

Seconda ora di lezione – classe 2°E: questa volta non voglio perdere tempo: parto subito con la lezione, il registro lo aprirò più tardi, sperando in un momento in cui la linea non sia sovraccarica. Quando ci provo, sorprendentemente, riesco ad accedere alla pagina della classe. Piena di buoni propositi, comincio a inserire i dati riguardanti gli assenti e le giustificazioni, salvando un dato alla volta (l’esperienza mi ha insegnato che non si possono salvare tutti insieme). Al terzo dato inserito, la pagina scompare sotto i miei occhi: “La pagina web è scaduta”! Aiuto! Devo riaprire subito: non so se è rimasta aperta la pagina cui accedo con la password! Comincio a riprovare, ma arriva il suono della campanella.

Terza ora di lezione – classe 5°E: sono in ansia. Appena entrata in classe cerco di riaprire il registro. Questa volta ci riesco subito, miracolo! Ma, accidenti, quello che temevo è successo: la mia pagina è aperta, non ho dovuto reinserire la password! In compenso i dati che avevo inserito, non sono stati salvati. Ricomincio pazientemente a cliccare sulle varie icone. A un certo punto un alunno mi fa notare che risulta un’assenza che non ha fatto e un altro, invece, mi dice che l’assenza indicata è già stata giustificata e mi mostra il libretto. Cerco di capire che cosa è successo e vado a controllare nei giorni precedenti. Con sorpresa mi rendo conto che il sistema considera assente per l’intera giornata anche chi esce anticipatamente. Infatti, trovo un voto da me attribuito ad un alunno che è uscito dopo l’interrogazione e che, quindi, risulta assente! A causa di una situazione analoga un alunno di un’altra scuola, che ricorreva contro la bocciatura, è stato promosso dal Tar! Allo stesso modo chi entra alla seconda ora viene dato automaticamente presente a tutte le ore! Dopo aver perso 20 minuti per cercare di mettere ordine, decido che non posso più trascurare la lezione e chiudo il registro elettronico.

Quarta ora di lezione – classe 3°H: non intendo perdere più neppure un minuto: al diavolo l’elettronica!

Pomeriggio da casa: il pensiero del registro riempito solo in parte (e la cosa più grave è che non so in quale parte!) mi accompagna durante le attività della mia vita privata. Appena possibile, cerco di riaprirlo, ma incontro le stesse difficoltà della mattina, nonostante di pomeriggio non dovrebbero essere molti gli operatori collegati. Non mi ricordo più quali classi sono riuscita a sistemare a scuola e quali no (insegno in 7 classi), quindi devo controllare tutto e, con mia grande sorpresa, verifico che alcune delle giustificazioni inserite (non tutte, badate bene) non sono state acquisite dal programma! E i voti? Saranno stati acquisiti? Meno male che la mia previdenza (!?) mi ha fatto predisporre un piccolo registro cartaceo! Ma quanto lavoro in più! A questo punto mi sento avvilita e mortificata nella mia professionalità, che viene presa in considerazione da chi prende le decisioni soltanto quando gli fa comodo. Non si possono sprecare tutte queste energie per niente.

Sono anche del tutto consapevole che la modifica del contratto Internet o il passaggio alla fibra ottica proposti dal mio dirigente dcolastico come soluzioni, potranno forse velocizzare il sistema, ma non risolveranno i problemi evidenziati, che riguardano un software mal costruito e pieno di falle. Nel frattempo noi docenti lavoriamo più di prima e male. Evito di soffermarmi su altri problemi legati all’uso del registro elettronico, quali quelli relativi alla privacy, alla validazione giuridica della firma digitale e alla comunicazione dei voti alle famiglie (legittime, di fatto, con coniugi separati, con alunni maggiorenni?). Non voglio parlare neppure delle contraddizioni insite in un sistema di valutazione che, da una parte, ti sollecita a tenere conto dell’alunno nella sua interezza, con tutti i suoi problemi, e, dall’altra, ti costringe ad inserire voti decimali con cui fare una media. Sarà difficile far capire alle famiglie che la media dei voti è solo una misurazione e che la valutazione è un’altra cosa! La domanda sorge spontanea: ma le tecnologie non dovevano semplificarci la vita? Chi trae vantaggio da tutto questo? Coraggio, domani è un altro giorno: si ricomincia da capo!

Maria Adelaide Filograsso