Metti l’accattivante prosa arcaica del Milione di Marco Polo recitata da una voce profonda e suadente. Poi le dolci note di un’ensemble di musica medievale, LaReverdie, un nome che, non a caso, evoca il rinnovamento primaverile.E’ nata così una meravigliosa serata di spettacolo e suoni l’8 novembre al teatro Sangiorgi per la 43 stagione concertistica dell’Associazione Musicale Etnea, in collaborazione col Teatro Massimo Bellini, da sempre caratterizzata da un’ampia varietà di stili e generi, e quest’anno dedicata al dialogo possibile tra culture differenti…

E quale migliore possibilità di confronto se non quella tra Occidente e Oriente, sulle orme di Marco Polo, che alla fine del XIII secolo partì da Venezia, attraversando tutta l’Asia fino alla Cina? Davvero il reportage di viaggio del viandante veneziano, miracolosamente e poeticamente trascritto da Rustichello da Pisa, ha preso nuova vita grazie alla voce recitante di David Riondino, cui ha fatto da splendido controcanto una  colonna sonora preziosa, intessuta di brani che hanno spaziato dalla danza alla lauda, quasi tutte di Anonimi autori che affidavano alla musica il loro canto di devozione al cielo.

Gli strumenti, magicamente suonati da Claudia Caffagni (liuto e campana), Livia Caffagni (viella e flauti), Elisabetta de Mircovich (viella, ribeca, sinphonia), Matteo Zenatti (percussioni e arpa), Elena Baldassarri (tabla tarang, campane tibetane) hanno sposato, in un connubio perfetto, sonorità di ambiente veneto e francese con le improvvisazioni del kamancheh persiano e i ritmi del tabla, evocando mondi meravigliosi ed esotici, quegli stessi che il viaggio di Marco aveva fatto fortunatamente conoscere all’Europa.

Il Milione davvero si conferma, con questa performance deliziosa, che ha abbinato tecnica esecutiva e rigore filologico, un testo dal fascino straordinario, ricco di “tutte le grandissime maraviglie e gran diversitadi delle genti d’Erminia, di Persia e di Tarteria, d’India e di molte altre province”, che ancora oggi ci restituisce immagini vivide di un mondo favoloso e magico. Merito dei diversi stili e repertori del vasto patrimonio musicale del Medioevo europeo, tenacemente rinverditi dall’opera di gruppi come LaReverdie, e dalla tenacia e la poliedricità di David Riondino, artista eclettico e polimorfo, cantautore, attore, regista e scrittore, sempre capace di integrare e miscelare generi e forme di espressione.

Ma mai è così a suo agio, da buon toscano, quando ha a che fare con il suo idioma nativo. La Venegia di Marco Polo , tra trotti e saltarelli, ha davvero percorso orecchie e menti del foltissimo pubblico che, infine, ha tributato applausi caldi e lunghi agli artisti. Venecia, mundi splendor, è tornata viva nella sua sete d’altri luoghi, nella sua storia profondamente orientale. Ben vengano spettacoli così, che lanciano messaggi di solidarietà e invito al confronto. Il fil rouge che lega la stagione dell’Ame ben promette…

Silvana La Porta