L'autrice della lettera aperta Simona MelaniLettera di una siciliana al ministro che in tv ha parlato di «abolire le lauree inutili in Scienze della Comunicazione»

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«Cara Gelmini, la mia laurea è “inutile”?
E allora pretendo il risarcimento danni»

Lettera di una siciliana al ministro che in tv ha parlato di «abolire le lauree inutili in Scienze della Comunicazione»

L'autrice della lettera aperta Simona Melani

L’autrice della lettera aperta Simona Melani

PALERMO – È su facebook da poche ore, ma ha già raccolto decine e decine di commenti di sostegno e di «mi piace», la lettera aperta al ministro dell’Istruzione Gelmini scritta da Simona Melani, laureatasi in Comunicazione d’impresa e pubblicità all’Università degli studi di Palermo. «Le sue parole a Ballarò, poche e passate forse in sordina ai più, “abolire le lauree inutili in Scienze della Comunicazione” sono state come un colpo di pistola», scrive Simona, «Se lo dice il ministro, mi sono detta, sarà vero. Io mi fido delle istituzioni, sa?».

 

 

IL RISARCIMENTO – E non a caso la ragazza siciliana intitola la sua una «Lettera aperta di una laureata “inutile” al Ministro Gelmini». Tra ironia e aperta denuncia, Simona continua chiedendo all’esponente del governo come mai, dando quindi per assodata «l’inutilità» di questo percorso di studi, «permettete il proliferare di università private che chiedono 30.000 euro per un master in comunicazione? O è truffa o è circonvenzione d’incapace. In entrambi i casi, un reato». Quindi l’accusa, e la provocatoria richiesta di un risarcimento danni per aver dedicato anni e impegno ad una laurea «inutile» : «Ho frequentato l’università pubblica, il mio corso di laurea è stato autorizzato dal ministero da lei presieduto. Quindi io sono stata truffata dallo Stato», scrive la laureata siciliana, «E pretendo un risarcimento. Ho fatto un breve calcolo: 5 anni di tasse, di affitto – sono una fuorisede – di libri, di abbonamento ai trasporti, bollette e spese varie fanno circa 10.000 euro. Se a questo ci aggiungiamo il danno biologico – studiando la notte e lavorando di giorno, il mio fisico ne ha risentito – e i danni morali e materiali arriviamo a 20 mila euro. Che ho intenzione di chiedere all’Università di Palermo e al Ministero dell’Istruzione. Io in cambio chiedo l’annullamento della mia laurea e mi impegno a reinvestire i soldi del risarcimento in una bella laurea in giurisprudenza. E in un biglietto A/R per Reggio Calabria. Sa com’è… per l’abilitazione. Sono certa che, nell’eventuale causa, Lei mi fornirà tutto il supporto e l’appoggio possibili». «Cordialmente», si firma in fondo, «Simona Melani»

 

Redazione online