Le attuali graduatorie a esaurimento non sono così sicure e definitive come si crede. Su di esse, infatti, incombe una sentenza del TAR Lazio che è in attesa di pronunciarsi, dopo aver disposto dei provvedimenti di natura cautelare…(di Silvana La Porta)

 

 

Solo che attorno a questa sentenza si è creato una sorta di mistero, in quanto la decisione della Corte Costituzionale sulla questione pettine code è stata depositata lo scorso 9 febbraio e la 3ª sezione del TAR Lazio si è riunita in camera di consiglio il 3 marzo: ma dal 3 marzo a oggi della sentenza nessuna traccia.

Non a caso la Cisl scuola ha rivolto una lettera al presidente Napolitano nella quale chiede che il Tar riassuma il processo sospeso “depositando la sentenza di merito, ponendo fine – almeno nel primo grado di giurisdizione – ad una vicenda che da oltre due anni vede contrapposti gli interessi di molti aspiranti all’assunzione in qualità di docenti a tempo indeterminato nella scuola statale, iscritti nelle richiamate graduatorie ad esaurimento.”

 

Riassumiamo la vicenda. La sezione terza-bis del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio con ordinanza n. 230/2010, aveva sollevato dinanzi alla Corte Costituzionale la questione di legittimità dell’articolo 1,comma 4-ter, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n. 167, accogliendo la richiesta di un gruppo di docenti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento per le assunzioni nei ruoli della scuola statale, e sospendendo, come di norma,il giudizio di merito.

Nelle more della risoluzione della questione, il TAR aveva adottato anche provvedimenti cautelari, volti a soddisfare le richieste dei ricorrenti. In sostanza aveva imposto all’Amministrazione di inserire nelle graduatorie aggiuntive formate ai sensi del decreto direttoriale del 16 marzo 2007, gli aspiranti sulla base del punteggio posseduto (inserimento “a pettine”) e non, come prescritto dalla norma impugnata, dopo l’ultimo aspirante della graduatoria nella quale avevano chiesto l’iscrizione (inserimento “in coda”). A tal fine era stato nominato un commissario ad acta, che ha provvedutoall’adozione del provvedimento cautelare nel senso indicato dal TAR del Lazio, imponendo agli uffici scolastici regionali l’inserimento “a pettine” dei ricorrenti.

La questione sollevata dal TAR era stata dibattuta dalla Corte costituzionale nella Camera di consiglio del 26 gennaio 2011 e la sentenza n. 41/2011 – dichiarativa della illegittimità costituzionale della norma impugnata –era stata depositata in data 9 febbraio 2011 e pubblicata sulla GU, 4ª serie speciale, del 16 febbraio 2011.

A questo punto il TAR del Lazio avrebbe dovuto riassumere il processo sospeso.Ma della sentenza, a fine giugno, nessuna traccia.

Questo ritardo, ribadisce la Cisl, rende le graduatorie provvisorie, con grave lesione dei diritti degli iscritti, in particolare degli aspiranti all’immissione in ruolo.

Pettine o coda, il Tar si esprima definitivamente sulla questione. Perché le graduatorie diventino definitive e da esse si possa attingere con serenità per le assunzioni.

Silvana La Porta