DIRITTO di CRONACA Le irregolarità nei test universitari…

 

 

Flavia Amabile La Stampa, 19.9.2011

Irregolarità in tutt’Italia. E non per uno o due atenei, ma decine. E’ la triste realtà dei test di ammissione alle università, prove che dovrebbero certificare la preparazione e l’idoneità degli studenti che intendono studiare alcuni argomenti e che spesso si rivelano nell’ennesimo boomerang e dimostrazione che l’unica regola davvero valida è: fatto il test, trovato l’inganno.

Le associazioni degli studenti stanno raccogliendo tutti gli aggiramenti delle norme esistenti. Diventeranno ricorsi e problemi seri per gli atenei nel giro di poco tempo.

L’Udu, l’Unione degli Universitari, ad esempio, ha già pronti cinque ricorsi mentre il sito Skuola.net sta raccogliendo le segnalazioni degli studenti con tanto di nome e cognome, per pubblicarle sul sito e fornire altro materiale per future denunce.

Ma è soprattutto dalla lettura dei racconti inviati a Skuola.net ci si rende conto che durante le prove è accaduto di tutto mentre la commissione faceva finta di nulla o collaborava. A Tor Vergata a Roma, facoltà Medicina e Chirurgia durante gli esercizi di chimica è stata distribuita la tavola di Mendeleev che è come far fare ai bambini di quinta elementare le divisioni con una calcolatrice. Non solo. Diversi studenti hanno sforato il tempo consentito e poi hanno consegnato senza alcun problema.
All’università Cattolica di Roma, facoltà di Medicina e Chirurgia, «gli scatoloni contenenti i test erano già aperti prima di iniziare; alcuni studenti avevano già il codice a barre attaccato al questionario prima che tutti avessero preso posto e molte persone parlavano al cellulare pochi minuti prima dell’inizio del test».

La solita Roma ladrona? No, anche al nord le irregolarità sono state numerose. All’università di Pavia, facoltà Medicina e Chirurgia-Odontoiatria, gli studenti hanno segnalato che «c’erano persone che entravano ed uscivano dall’aula prima dell’inizio del test senza venir loro controllati i documenti di identità». Inoltre, «al termine del test molti studenti si sono rifiutati di consegnare le penne e, approfittando del caos, hanno iniziato a scopiazzare».

All’università di Padova, facoltà di Medicina e Chirurgia «la commissione ha consegnato le prime dieci buste a dei ragazzi precisi (in base a dei nominativi) e poi ha proseguito in maniera casuale». Inoltre, mentre un assistente consegnava le buste rimanenti, ad un certo punto si è fermato «dicendo di essersi sbagliato nella distribuzione di sei buste (dalla 257 alla 262)» e le ha cambiate.

Né é andata meglio a Genova, alla facoltà di Medicina. Nessun rispetto dei limiti di tempo previsti, e poi «; studenti lontani fra loro e invece altri seduti vicinissimo; studenti che conoscevano i professori».

Anche per l’università di Bari, facoltà Medicina e Chirurgia-Odontoiatria, una lunga serie di segnalazioni di ogni genere: «oltre una trentina di ragazzi si sono rifiutati di consegnare le penne al termine del tempo consentito, proseguendo il test; la commissione, dopo le proteste di una ragazza che si lamentava della situazione creatasi, ha soltanto ricordato agli altri ragazzi che le penne andavano riconsegnate, non facendo però nulla di concreto; i ragazzi erano liberi di confrontarsi fra loro sulle risposte del test; i posti a sedere dei ragazzi erano stati assegnati in base ad un sorteggio tranne uno, il numero 2 (molto vicino al tavolo del personale)». E poi «alcuni ragazzi, dopo aver consegnato le penne, ne hanno tirate fuori altre di riserva proseguendo nella compilazione del test». Scarsi i controlli anche sui cellulari che dovrebbero essere ritirati: «uno ha squillato durante la prova e nessuno se ne è preoccupato».